Reggio Emilia, insegnante scende in piazza contro i vaccini obbligatori

Luca Chiesi, docente di 40 anni di Gattatico, da venerdì sarà tutti i giorni vicino a via Farini dalle 17.30 alle 19.30. Lunedì scorso ha cominciato lo sciopero della sete: "Serve un confronto"

REGGIO EMILIA  Non incrociarlo è difficile. Tre siti privati su internet, un blog affollato, una pagina Facebook aggiornatissima, diversi video su YouTube dove si possono seguire le sue lezioni di matemagia piuttosto che le sue riflessioni sulla struttura nascosta del mondo.

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Ed è naturalmente anche su LinkedIn. Si definisce (dovendo essere per forza di cose conciso) autore, insegnante e divulgatore. Ma navigando tra i social, si scopre che tra le altre cose è laureato in Ingegneria gestionale e ha pure una laurea di secondo livello in pianoforte. Ed è anche esperto di educazione, alimentazione, medicina, salute, matematica e apprendimento.

Per chi ancora non si fosse imbattuto nel professor Luca Chiesi, 40 anni, residente a Gattatico e insegnante all’istituto tecnico “Silvio D’Arzo” di Montecchio, sarà possibile incontrarlo da domani e fino al 7 luglio, orario consigliato dalle 17.30 alle 19.30, sotto il municipio angolo via Farini. Dalla Rete alla piazza per parlare di vaccinazioni.

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Anzi per protestare contro l’obbligatorietà delle vaccinazioni. In maniera esemplare ha inviato alla Questura un “preavviso di pubblica manifestazione” spiegando quale siano le sue intenzioni: «Parlare con gli eventuali passanti interessati a favore della difesa dei diritti umani fondamentali ed inviolabili». Intanto, prima di scendere in piazza e per mettere le cose in chiaro, ha iniziato lunedì scorso uno sciopero della sete «contro il decreto sulla obbligatorietà delle vaccinazioni».

Ma se lo definisci “antivaccinista” potrebbe anche arrabbiarsi. «Non faccio parte di alcun gruppo e di alcun movimento. Sono semplicemente un insegnante e un educatore – ci spiega Chiesi – e amo creare dibattiti. Penso ci debba essere un confronto su qualsiasi argomento, e ancora di più se si parla di tema delicato come quello dei vacccini».

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«Da cittadino informato e pensante – continua – penso che la gente non sia abbastanza informata. Per questo ho deciso di mettere a disposizione parte del mio tempo per confrontarmi, rispondere ai dubbi della gente, cercare di fare chiarezza. Perché sono convinto che una legge che prevede l’obbligo di vaccinare i bambini che frequentano nidi e scuole materne violi vari articoli della Costituzione italiana».

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Non ci inganni il fatto che Luca Chiesi non abbia vaccinato («non ancora, c’è tempo») le sue bambine e che sulla sua pagina Facebook diversi post siano chiaramente “contro” le vaccinazioni. «Alla fine – continua Chiesi – mi sembra che il tema dei vaccini diventi un pretesto per parlare di cose molto più importanti, come l’autodeterminazione. La stessa Costituzione dice che solo in caso di epidemia si può intervenire con una vaccinazione di massa...». Mai sentito parlare di prevenzione? «Certo, ma se parliamo di prevenzione io penso che ci siano malattie e comportamenti molto più gravi sui cui intervenire». Comunque sia, se a qualcuno fosse rimasto qualche dubbio, da domani potrà contare su un “info point”. Itinerante ma non troppo.

LA SCHIEDA Il decreto legge approvato il 19 maggio: vaccini obbligatori al nido e alla materna  Vaccini obbligatori per l'iscrizione all'asilo nido e alla scuola materna. Il consiglio dei ministri ha approvato il 19 maggio scorso il decreto legge con cui diventano 12 i sieri a cui i bambini dovranno essere sottoposti per poter accedere a scuola.

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Si tratta dei vaccini contro poliomelite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo influenzale B, meningococco B e C. morbillo, rosolia, parotite, varicella. «Come i genitori sanno - sottolinea il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (foto) - non sono 12 vaccinazioni, ma sono gruppi di vaccini che vengono fatti insieme». Il mancato rispetto dell'obbligo comporterà l'impossibilità di iscriversi al sistema scolastico 0-6 anni, che precede la scuola dell'obbligo. Per iscriversi alla scuola dell'obbligo, invece, la mancanza di documentazione produrrà sanzioni che sono dalle 10 alle 30 volte maggiori di quelle esistenti.