Campegine: sorprende i ladri, li insegue, loro tentano di investirlo

Disavventura per Piergiorgio Ferrari, candidato nella lista Menozzi: «A mio padre hanno detto di essere carabinieri»

CAMPEGINE. Ha sorpreso una banda di ladri in casa e li ha inseguiti, nonostante loro abbiano tentato di investirlo. Piergiorgio Ferrari, 43 anni, candidato nella lista “Insieme per Campegine” di Menozzi alle prossime elezioni amministrative, è stato protagonista di una rocambolesca mattinata.
«Martedì, verso le 11, mi ha chiamato un amico che lavora in un cantiere vicino a casa mia, in via Fratelli Cervi, di fianco alla piscina Komodo. Il mio conoscente ha riferito che c’era un’auto sospetta, un’Audi A3 grigia, che girava in tondo intorno a casa mia, con un uomo al volante che parlava con il walkie-talkie».
Ferrari, che era in ufficio, si è precipitato a casa, un’abitazione singola composta da tre appartamenti dove vivono lui, i genitori e la sorella. «Quando sono arrivato, ho visto mio padre in strada che parlava con degli sconosciuti sull’Audi. Stranito, ho chiesto a mio padre se andasse tutto bene. Lui mi ha spiegato che questi signori erano carabinieri in borghese che stavano cercando dei cinesi evasi, probabilmente rifugiatisi nella nostra casa».
Mentre il padre gli riferiva la pretestuosa conversazione, Ferrari ha osservato il conducente dell’auto. «Indossava guanti di lattice bianchi. Pochi secondi dopo è uscito da casa mia uno sconosciuto, evidentemente richiamato dal guidatore. Lo sconosciuto aveva già la portiera aperta e un piede dentro, quando io ho esclamato: “Papà sono questi i ladri!”».
Piergiorgio Ferrari ha cercato di fermarli, ma l’Audi ha sgommato ed è fuggita. «Prima però mi hanno puntato: se non fossi stato veloce a buttarmi a lato della strada, mi avrebbero travolto». Ripresosi dalla sorpresa, Ferrari ha urlato al padre di chiamare i carabinieri (quelli veri) ed è salito in macchina per inseguirli e non perderli d’occhio. «Ho una jeep, dopo 200 metri mi hanno seminato – prosegue il 43enne –. Ma poco dopo l’Audi è tornata, fermandosi di fronte a casa. Io ero a qualche metro di distanza; mentre mio padre entrava, sono usciti altri due malviventi, con zainetti sulle spalle, che gli hanno spruzzato dello spray urticante in faccia. Erano i complici ancora all’interno; i due sull’auto erano tornati a prelevarli».
A questo punto l’Audi A3 grigia con i quattro a bordo ha fatto perdere definitivamente le tracce. Mentre i Ferrari, accompagnati dai militari, sono entrati per constatare i danni e il maltolto. Danni ingenti, come riferisce l’interessato: «Erano attrezzati: prima hanno smontato le telecamere nel cortile, poi hanno forzato porte e finestre. Le stanze erano a soqquadro. Hanno rubato un iPad, un decoder, una stampante, dei computer, oro, denaro contante, due orologi d’oro di mio cognato. Tra l’altro ci tenevano d’occhio, perché hanno atteso l’orario in cui tutti e tre gli appartamenti erano vuoti, il che accade di rado».
Quell’Audi A3 è stata segnalata diverse volte in Val d’Enza negli ultimi giorni; l’ultima volta dopo un furto in un’abitazione a Praticello, la mattina stessa del raid a Campegine. «La targa l’ho annotata ma aveva degli adesivi. Il controllo nella banca dati dell’Arma è risultato vano».
Ora rimane la paura. «Avevo già subito un furto in abitazione nell’ottobre scorso: di notte, avevano preso la mia vettura. Niente, però, in confronto a stavolta. Sono bande di slavi senza scrupoli, pronti a tutto. Ora potenzieremo gli allarmi».
Ferrari tiene a sottolineare un aspetto. «Il controllo di vicinato, a Campegine non ancora attivo, in questo caso ha funzionato: se non li avessi interrotti, sarebbe andata peggio».
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