Gli scozzesi arrivati per il rugby visitano i luoghi della Resistenza 

ALBINEA. Il gruppo di scozzesi arrivato venerdì sera a Reggio Emilia per il torneo internazionale di Rugby Old, dopo essersi dedicato ad un’intera giornata di sport, ieri pomeriggio è andato alla...

ALBINEA. Il gruppo di scozzesi arrivato venerdì sera a Reggio Emilia per il torneo internazionale di Rugby Old, dopo essersi dedicato ad un’intera giornata di sport, ieri pomeriggio è andato alla scoperta della storia partigiana albinetana in una visita guidata tra Villa Rossi e Villa Calvi.
Seguendo i passi e le parole di Matteo Incerti, giornalista che nell’ultimo anno ha scritto “Il suonatore matto”, gli atleti Old Rugby della squadra Bruce Brechin e alcuni giocatori della squadra Old Beck’s hanno ripercorso i luoghi dove la Resistenza partigiana ha colpito più duramente nel nostro territorio l’invasore tedesco.
La spedizione è cominciata alle 14.30 quando tutto il gruppo si è ritrovato in piazza a Botteghe di Albinea, davanti al monumento commemorativo in memoria dei partigiani reggiani, tutti rigorosamente in tartan, per l’occasione solenne. È qui che Matteo Incerti ha cominciato a raccontare le gesta del connazionale scozzese David Kirkpatrick, il suonatore di cornamusa che salvò trecento albinetani dalla furia tedesca. Con il suono dello strumento tipico britannico infatti, Kirkpatrick coprì le azioni dei partigiani reggiani.
Era ordine dei generali nazisti infatti che ad ogni soldato tedesco ucciso dai partigiani, venissero uccisi dieci civili. Così, quando nella ormai lontana notte del 27 marzo 1945, i partigiani e alcuni soldati della S.A.S. sferrarono l’attacco alle due ville, uccidendo trenta soldati nazisti, la ripercussione attesa da parte degli invasori terrorizzò gli abitanti di Albinea. Tuttavia, la risposta da parte dei tedeschi non arrivò mai poiché David Kirkpatrick, posizionato nel giardino di villa Calvi, suonò senza interruzione per tutti i 25 minuti di combattimento la cornamusa, facendo pensare ad un attacco di fattura britannica.
Il tour poi è proseguito nei campi circostanti le due abitazioni, seguendo passo passo i sentieri che in quella notte fecero gli stessi partigiani, prati oggi tranquilli e piacevoli, ma allora brulicanti di soldati armati fino ai denti. Il caldo e l’abbigliamento non ha scoraggiato il gruppo scozzese che ha seguito Matteo Incerti con estrema attenzione, arrivando fino nel giardino di villa Calvi.
Dopo la grande scalata della collina però è arrivato anche il momento di rilassarsi e godersi le perle del territorio emiliano. Il team di Brechin, dopo la gita storica, è stato infatti ospite del Borgo del Balsamico dove hanno potuto visitare Villa Rossi e fare un ultimo tour di degustazione tra Parmigiano Reggiano e aceto balsamico.