Giglio parla e ritira in ballo anche i boss 

Il pentito ieri in Appello è stato interrotto più volte dai difensori di Grande Aracri e Sarcone, sui quali doveva astenersi

REGGIO EMILIA. Ha parlato per circa due ore ieri il pentito di Aemilia, Giuseppe Giglio, tornato virtualmente in un’aula di tribunale - tramite video collegamento da una località protetta - per rendere testimonianza su tre posizioni nell’udienza di appello a Bologna. Un appello seguito ai ricorsi sulle assoluzioni da parte della procura e sulle condanne da una cinquantina di imputati che hanno avuto la peggio negli abbreviati di primo grado. Giglio doveva parlare di tre sole posizioni, come previsto dall’ordinanza della Corte. I giudici della terza sezione penale avevano infatti accolto la scorsa settimana la richiesta dei pm di ascoltare il collaboratore di giustizia (condannato con rito abbreviato a 12 anni) solo in riferimento a Selvino Floro Vito, Alessandro Palermo e Giovanni Paolo Bernini, ex assessore Pdl del Comune di Parma prosciolto per prescrizione dall’accusa di corruzione elettorale. La prima audizione di Giglio, però, è stata interrotta due volte perché la sua ricostruzione ha toccato anche altri imputati non inclusi nell’ordinanza della Corte di Bologna. Giglio ha faticato quando si è trattato di rimanere solo sui tre imputati in oggetto, facendo riferimento anche ad altre posizioni sulle quali l’ordinanza esulava. La Corte si è dovuta ritirare un paio di volte per fare in modo che alle domande si riferissero risposte relative solamente a Floro Vito, Bernini e Palermo. Alla fine la Corte si è pronunciata acconsentendo la ricostruzione di Giglio e concedendo però agli avvocati degli altri imputati la possibilità di effettuare il controesame. Tra questi, infatti, Giglio ha tirato in ballo ad esempio Nicolino Sarcone e Nicolino Grande Aracri.
La ricostruzione messa ora agli atti del processo d’appello è parte integrante della strategia della procura antimafia di Bologna, che sta portando avanti su più fronti - e più tronconi - l’azione di contrasto alle infiltrazioni contro la ’ndrangheta in Emilia. Solo in appello a Bologna ci sono 60 imputati giunti dall’abbreviato. Un procedimento che riprenderà venerdì prossimo, come previsto nel folto calendario fissato fino alla prossima estate. Giglio, affiancato in video collegamento dal suo avvocato Luigi Li Gotti, dovrà quindi rispondere ora alle domande degli avvocati delle difese durante il controesame.
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