Lusetti è ricercato in due processi 

Il 34enne, come parte offesa, viene considerato un teste-chiave in Aemilia e in House of cards. Oggi parla la madre

REGGIO EMILIA. Viene talmente considerato un crocevia-chiave per far emergere la verità che l’imprenditore reggiano 34enne Matteo Lusetti è addirittura ricercato dagli inquirenti – sempre come parte offesa, da sentire come testimone – in due distinti procedimenti attualmente in corso nel nostro palazzo di giustizia.
I misteri sulla sua scomparsa stanno infatti tenendo banco nelle ultime udienze del maxi processo Aemilia, ma parallelamente sulle sue tracce gli inquirenti vi sono anche nell’ambito del processo che riguarda un’intricata vicenda con al centro pesanti accuse (associazione a delinquere, fatture per operazioni inesistenti, estorsione ed usura) nell’ambito dell’inchiesta House of cards della squadra mobile. Quindi Lusetti viene cercato – nei rispettivi ambiti processuali – non solo dai pm antimafia Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, ma anche dal pm Giacomo Forte.
E l’unico “filo” che pare legare l’imprenditore svanito nel nulla e Reggio è costituito dalla madre che oggi verrà sentita nell’aula-bunker di Aemilia. In precedenza la donna era stata sentita nell’altro processo, ma nella sua testimonianza di alcuni mesi fa non si era andati al di là di un sofferto racconto legato al vizio del gioco del figlio che, divorato dai debiti contratti e solo in parte onorati, sarebbe scappato all’estero. Una sparizione legata a minacce ricevute? E se ha paura, chi teme visto che Lusetti aveva fatto rivelazioni accusatrici in entrambe le inchieste? Martedì Guglielmo Battisti, capo della Mobile, ha aggiunto qualcosa a questo complicato “puzzle” della scomparsa. «L’imprenditore – ha spiegato Battisti nell’aula di Aemilia – era residente con i familiari a Reggio. Ha lavorato sino al 2015, poi pare si sia allontanato dal contesto e dalle compagnie. La madre non sa dire esattamente dove sia il figlio, crede all’estero, presumibilmente in Congo». Sul finire dell’anno scorso la squadra mobile riesce ad avere un contatto via Whatsapp con Lusetti: «Ha fatto sapere – ha rimarcato sempre Battisti – di essersi rifatto una vita negli Stati Uniti e ha detto di non voler rientrare in Italia per rivangare il passato. L’Interpol è stata informata. Potrebbe risiedere illegalmente negli Stati Uniti».
Lunedì i poliziotti hanno nuovamente bussato alla porta della madre, sentendosi ancora dire che in una delle ultime comunicazioni il figlio le avrebbe svelato di trovarsi in Congo.
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