Credito Cooperativo aderisce al gruppo Cassa Centrale Banca 

Scandiano, approvato all’unanimità l’accordo con Trento Dall’assemblea dei soci arriva anche l’ok al bilancio in utile 

SCANDIANO. Molto partecipata l’assemblea del Credito Cooperativo Reggiano al palasport di Scandiano. I quasi trecento soci presenti hanno votato, all’unanimità, sia il bilancio che il punto più importante dell’assemblea, relativo all’adesione al gruppo bancario cooperativo che fa capo alla Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo del Nord Est Spa.
In pratica, che cosa vuole dire questa adesione?
«Dopo la riforma del sistema bancario – risponde Pierluigi Ganapini, direttore generale – abbiamo dovuto decidere di aderire ad un gruppo bancario. Tengo a precisare che l’adesione non è una fusione e quindi manterremo la nostra autonomia di scelta come banca reggiana presente sul territorio».
Che caratteristiche ha il nuovo gruppo in cui entrerà il Credito Cooperativo Reggiano?
«La sede è a Trento ed è uno dei gruppi di credito cooperativo più forti in Italia come solidità dal punto di vista economico. Abbiamo pensato a loro perché riusciamo a garantire la nostra presenza continua sul territorio e il mantenimento della dirigenza nella nostra provincia reggiana».
Molte persone esprimono il timore che il Credito Cooperativo Reggiano possa seguire le sorti della banca di Cavola Sassuolo.
«In questo caso non bisogna fare confusione, perché la storia della banca di Cavola e Sassuolo è completamente diversa dalla nostra. La Cavola e Sassuolo si era unita con la Reggiana, facendo nascere il Banco Emiliano, che poi, a sua volta, è stato fuso in Emilbanca. Questo ha comportato la perdita della direzione, che è passata a Bologna. Come banca, loro aderiscono al gruppo Iccrea».
Particolarmente soddisfatto dal risultato dell’assemblea anche il presidente Carlo Maffei, secondo il quale l’assemblea è andata molto bene perché i soci hanno votato all’unanimità il bilancio che ha visto un utile di 94.332 euro, andato completamente a riserva per incrementare ulteriormente il patrimonio della banca e dei soci.
Perché avete scelto di aderire alla Cassa Centrale di Trento e non all’altro gruppo che fa capo ad Iccrea di Roma?
«Sono anni che lavoriamo assieme alla Cassa Centrale e di solito la squadra con cui si vince non si cambia. Il gruppo bancario cui aderiamo ha una solidità notevole e un grande patrimonio (circa 700 milioni) che può essere destinato agli investimenti sul territorio. Bisogna aggiungere che la nostra adesione ci permetterà di fare fronte alle continue richieste sulle normative della banca centrale europea. Sicuramente l’aspetto più importante di questa adesione è che manteniamo le nostre caratteristiche di banca del territorio, con la sede nella nostra provincia e con i soci che possono decidere in assemblea sul futuro della banca».
Da alcuni anni la politica del Credito Cooperativo Reggiano è stata quella di potenziare il fondo di perdite su crediti, che in 4 anni è stato aumentato del 99,5% passano da 12,61 milioni del 2012 ai 25,2 milioni del 2016. In questo modo la banca ha dei parametri di copertura particolarmente alti che sono ben al di sotto delle indicazioni della Bce.
©RIPRODUZIONE RISERVATA