Ndrangheta, si pente un altro cutrese: è parente del superboss  

Giuseppe Liperoti è il genero di Antonio Grande Aracri, fratello di Nicolino Fu arrestato in “Scacco Matto”, secondo Cortese è coinvolto in due omicidi

REGGIO EMILIA. Un’altra crepa nel clan Grande Aracri. Giuseppe Liperoti, in passato cassiere della cosca, si è pentito. Il cutrese ha 37 anni ed è genero di Antonio Grande Aracri, fratello del boss Nicolino.
È il terzo cutrese che ha deciso di avviare una collaborazione con i magistrati, in questo caso la Dda di Catanzaro: prima di lui hanno fatto questa scelta Angelo Salvatore Cortese e più recentemente Pino Giglio.

A dare la notizia del pentimento è stato il Quotidiano del Sud. Liperoti è stato condannato nel processo “Scacco Matto”, quello dove Nicolino Grande Aracri rimediò 17 anni e soprattutto venne riconosciuto a livello giudiziario come un boss.

Il nome di Liperoti era emerso anche recentemente dalle dichiarazioni di Cortese, che lo aveva tirato in ballo per due omicidi. Secondo il primo pentito cutrese Liperoti era nel gruppo che si occupò di far sparire l’auto usata dal commando che uccise il boss Antonio Dragone e inoltre si adoperò per far sparire il cadavere di un affiliato.

Il pentimento del 37enne, detenuto in questo periodo per maltrattamenti in famiglia, rappresenta una nuova crepa nella coesione del clan Grande Aracri, già duramente colpito dalle operazioni Aemilia, Pesci e Kyterion del 2015 .

Liperoti venne coinvolto nel blitz “Scacco Matto” del 2000 quando aveva 20 anni: la condanna a due anni è stata confermata in Cassazione nel 2010. L’operazione “Scacco Matto” fu condotta dalla Dda di Catanzaro e riguardò affiliati alle cosche Grande Aracri e Nicoscia di Crotone e Reggio Emilia.