L’imputato Giuseppe Pagliani «Un accanimento assurdo»

REGGIO EMILIA. Era assente, venerdì a Bologna, alla prima udienza del processo di appello di Aemilia, ma l’avvocato Giuseppe Pagliani, consigliere comunale e provinciale di Forza Italia assolto in...

REGGIO EMILIA. Era assente, venerdì a Bologna, alla prima udienza del processo di appello di Aemilia, ma l’avvocato Giuseppe Pagliani, consigliere comunale e provinciale di Forza Italia assolto in primo grado, non ha perso lo spirito battagliero: «Lo spirito con il quale affronto il processo di appello alla mia assoluzione piena in primo grado è di grande serenità e fiducia per l’esito positivo di un altro processo sostenuto da un castello di accuse infondate e false, già ampiamente smontate – commenta in una nota – Ricordo che il gup, nell’assolvermi perché il “fatto non sussiste”, ha più volte chiarito che la mia condotta non ha in alcun modo favorito l’associazione. Il tribunale del Riesame di Bologna, nella sua ordinanza, ha ribadito in più passaggi e concluso affermando la mancanza totale dell’elemento oggettivo e soggettivo del reato: questa ordinanza che mi scagionò sin dall’origine non è mai stata impugnata in Cassazione a Roma dal pm Mescolini, che l’ha così fatta passare in giudicato. Un accanimento assurdo e incomprensibile nei miei confronti, che prolunga ulteriormente (ed inutilmente) l’ingiustizia da me subita».
«Ringrazio sin da ora – conclude Pagliani – i miei difensori, gli avvocati Alessandro Sivelli e Giovanni Tarquini, per la disponibilità e l’impegno profusi per sostenere con determinazione assoluta la mia totale estraneità a qualsiasi responsabilità penale. Sono sereno e resto fiducioso che la Corte di Appello di Bologna confermerà la mia assoluta estraneità ai fatti contestati e scriverà la parola fine a questa assurda vicenda».