Reggio Emilia, rapinata della borsa sotto la minaccia di una pistola  

Colpita la titolare della pizzeria Malindo in piazza Gioberti: «Mi ha aspettato alla chiusura del locale, ho provato a reagire»

REGGIO EMILIA. Minacciata con una pistola in volto, aggredita, buttata in terra e alla fine rapinata della sua borsa. Una vicenda terribile avvenuta in pieno centro storico ai danni di una commerciante che, ignara di tutto, voleva solo tornare a casa con suo marito dopo una pesante giornata di lavoro. Se non fosse stato per il rapinatore che li ha aspettati e derubati.

Tutto è successo martedì intorno alle 22.45, il giorno della festa della Liberazione. Maria Rosaria Vitale ha appena abbassato le saracinesche della pizzeria al taglio Malindo, in piazza Gioberti. E, dopo ore di servizio, con l’incasso della giornata e le chiavi di casa e del locale in borsa si è avviata assieme a suo marito verso la loro macchina, parcheggiata nei pressi della chiesa di San Vincenzo.

Le strade erano semideserte, complici anche i festeggiamenti e le gite del 25 aprile che avevano fatto andare tutti a letto presto, stanchi e rilassati. Tutti, tranne il rapinatore. Probabilmente li stava puntando da tempo aspettando il momento adatto per colpirli, quello in cui era sicuro che avrebbe ottenuto il bottino migliore e che non sarebbe stato disturbato da qualche passante. E la notte del 25 aprile gli si è presentata l’occasione giusta.

Non appena la coppia si è avvicinata alla macchina, è quindi sbucato fuori già con la pistola in mano, puntandola in un primo momento contro la donna. «Dammi la borsa, svelta!» le ha urlato, ma ha dovuto fare i conti con la caparbietà della commerciante che nonostante la canna della pistola in pieno volto ha tentato di opporre resistenza. Senza però avere successo.

Dopo una colluttazione, infatti, il criminale è riuscito a impossessarsi del bottino e a darsi alla fuga, scomparendo nel nulla nel reticolo di vie e viuzze deserte del centro storico. A raccontare questa terribile esperienza, il giorno dopo la rapina, è la stessa Vitale, titolare assieme al marito della pizzeria.

«Avevamo appena chiuso il locale – spiega al telefono, ancora agitata – la rapina non è avvenuta in piazza Gioberti ma lui ha aspettato che arrivassimo nei pressi della macchina, parcheggiata davanti alle suore poco distante dalla pizzeria. Non ha esitato, appena mi ha visto ha estratto una pistola e me l’ha puntata contro. Non ha detto nulla se non di dargli la borsa. Ma io mi sono opposta».

Un atto dettato dalla frustrazione più che dal coraggio, in momenti così rapidi e concitati durante i quali l’adrenalina dona una forza alle volte inaspettata. E lo è stata sicuramente per il rapinatore, che pensava di trovare davanti a sé una vittima terrorizzata. E invece la commerciante a tentato di sottrarsi alla sua presa: «Ho cercato di resistere, non volevo cedergli la borsa. Non parlerei di coraggio quanto di rabbia, dicevo fra me e me: “Porca miseria ma è possibile? Ho tutto qui dentro, l’incasso della giornata, gli assegni per il lavoro, le chiavi di casa, quelle della pizzeria, i documenti”. Così ho cominciato a strattonarlo, chiudendo la presa con forza ancora maggiore».

In un primo momento la tenacia della Vitale è stata vincente e la donna è riuscita a resistere. Ma per poco. «A un certo punto era riuscito a prendere la borsa ma io gliela ho ripresa – prosegue – e lui mi ha gettato in terra, mettendomisi sopra. Io l’ho tirata a mio marito, che era lì vicino e cercava di aiutarmi, ma il criminale a quel punto si è rivolto contro di lui e, sotto la minaccia della pistola, se l’è fatta consegnare. Mio marito ha provato a inseguirlo ma è riuscito a sparire nel buio».

Ora ai titolari non resta altro che rifare i documenti, cambiare le serrature di casa e della pizzeria e cercare di andare avanti, anche se questo episodio li ha decisamente scioccati. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri.