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I brescellesi assenti alla serata antimafia 

Quasi cento persone giovedì alla sala Prampolini, ma i residenti erano pochi. Bini: «Le forze sane si mettano insieme»

di Andrea Vaccari
BRESCELLO. Una serata per fare il punto della situazione a un anno esatto dallo scioglimento del Comune. È quella che si è svolta giovedì sera in sala Prampolini a Brescello, dove il giornalista Donato Ungaro – ex vigile urbano che venne licenziato proprio dal Comune di Brescello, che lo deve per questo risarcire – ha condotto un dibattito in cui gli ospiti sono stati il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, l’ex sindaco di Mantova Fiorenza Brioni e l’onorevole Maria Edera Spadoni, che ha ...

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BRESCELLO. Una serata per fare il punto della situazione a un anno esatto dallo scioglimento del Comune. È quella che si è svolta giovedì sera in sala Prampolini a Brescello, dove il giornalista Donato Ungaro – ex vigile urbano che venne licenziato proprio dal Comune di Brescello, che lo deve per questo risarcire – ha condotto un dibattito in cui gli ospiti sono stati il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, l’ex sindaco di Mantova Fiorenza Brioni e l’onorevole Maria Edera Spadoni, che ha partecipato alla parte finale dell'incontro.
La serata – organizzata dal gruppo Agende Rosse – ha trattato il tema della legalità con i racconti di Bini e Brioni che hanno illustrato le rispettive esperienze fatte di lotta alla criminalità e minacce ricevute, mentre nella seconda parte si è aperto il dibattito sul tema Brescello, con alcuni interventi da parte della platea.
Dal punto di vista del pubblico, l'iniziativa ha avuto un buon successo, in quanto in sala erano presenti tra le 80 e le 100 persone. Di queste, molti simpatizzanti della Lega Nord e del Movimento 5 Stelle e aderenti ad Agende Rosse, ma i cittadini brescellesi, invece, erano decisamente pochi. Da un lato, Brioni ha sottolineato che «sono comprensibili l’imbarazzo e il dolore dei cittadini a parlare di ciò che è successo», ma «non deve passare il messaggio che bisogna tacere altrimenti non vengono i turisti». Bini ha lanciato un invito affinché «le forze sane del paese si mettano insieme. Dopo un anno, è tempo di passare a una fase diversa; è stato sciolto il Comune, ma il paese non si lasci sciogliere».
Proprio il sindaco di Castelnovo è stato protagonista di uno degli episodi più “curiosi” della serata, raccontato da Ungaro. Nell'estate scorsa Bini è stato protagonista di un servizio del canale televisivo France Info, arrivata a Brescello con una troupe per raccontare lo scioglimento del Comune nel quale era stato ambientato Don Camillo (impersonato dal francese Fernandel). Nel corso del servizio, mentre Bini colloquia al bar, alle sue spalle si nota un operatore ecologico del Comune che mima – tra il serio e il faceto – il gesto del taglio della gola. «Ho informato i carabinieri – ha spiegato Bini – che mi hanno detto di stare tranquillo, perché conoscono il personaggio. Minaccia? Non credo, ma ho ritenuto giusto far presente l'accaduto».
Tra gli interventi del pubblico si è segnalato in particolare quello di Erminio Bertoli, calzolaio del paese noto alle cronache per aver realizzato sull’asfalto le scritte contro i commissari. «In tutta questa storia – ha detto – le responsabilità sono sì di chi ha governato, ma anche di chi è stato all’opposizione e non si è mai accorto di niente o addirittura non ha dato la sfiducia a Coffrini. Questa famiglia ha creato un sistema che da decenni vede i propri “eletti” in ogni espressione del paese, e vedrete che ci ritroveremo qualcuno dei loro alle prossime elezioni».
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