«Tallonati e inseguiti dai predoni Abbiamo temuto per l’incolumità»

NOVELLARA. «Ho sorpreso dei pescatori di frodo al canale Cartoccio: ci hanno inseguiti, prima a piedi e poi in macchina, cercando di sorpassarci e di farci fermare. Ho temuto per la mia incolumità,...

NOVELLARA. «Ho sorpreso dei pescatori di frodo al canale Cartoccio: ci hanno inseguiti, prima a piedi e poi in macchina, cercando di sorpassarci e di farci fermare. Ho temuto per la mia incolumità, questa gente in passato ha malmenato e minacciato con armi chi cercava di ostacolarli». È ancora impaurito il volontario Fipsas 39enne che martedì scorso ha sorpreso dei rumeni predoni del Po: un 30enne residente a Bovolone (Verona) e un 32enne di Livorno, denunciati per pesca senza licenza dai carabinieri, che hanno sequestrato un veicolo e l’attrezzatura.
Un altro episodio inquietante si è verificato nel canale Cartoccio a San Bernardino, la notte seguente al “colpo” inferto lunedì scorso dai carabinieri Novellara, che avevano denunciato tre rumeni di 29, 32 e 46 anni. Alla luce di quel precedente, martedì notte il 39enne e un amico guardapesca hanno deciso «di andare a fare un giro al Cartoccio. Le bande di predoni del Po ormai si spostano nei canali di bonifica perché più pescosi e più “facili”: nel Cartoccio viene rilasciato il pesce recuperato dagli svasi invernali del Po, è l’unico canale che rimane pieno tutto l’anno».
L’intuizione dei due amici si è rivelata fondata: c’era un’altra banda di predoni in azione. «Verso mezzanotte abbiamo visto quattro uomini in riva all’acqua e ben tre vetture. Noi abbiamo fatto finta di niente, girando intorno al punto in cui si trovavano. Ma quando si sono accorti che avevamo visto le reti, prima ci hanno puntato contro i fari e ci hanno inseguiti a piedi, poi hanno avvisato una vedetta o palo, che si è gettato al nostro inseguimento in macchina: ci sfanalava tallonandoci a un centimetro per farci fermare. Noi sappiamo che è gente pericolosa, girano anche con i coltelli. Nel frattempo abbiamo avvisato il 112: i rumeni, vedendo che eravamo al telefono, hanno desistito». A quel punto, con la presenza dei carabinieri di Campagnola «che ci davano sicurezza», i due amici sono tornati sul Cartoccio, recuperando 300 metri di ramaglio e una macchina. «Siamo rimasti fino alle 4 del mattino, stanchi e al buio, per liberare e rimettere nel canale 5 chili di carpe e siluri. Pensavamo che fosse finita lì – prosegue il 39enne – invece il giorno dopo un pescatore ha trovato un’altra rete nel Cartoccio, lunga 700 metri. Era la continuazione di quella da noi rinvenuta: avevano chiuso l’intero canale, così il pesce non aveva scampo». Il 39enne vuole ringraziare i militari: «Si sono dimostrati davvero competenti, oltre alla multa (che non pagheranno mai, l’anno scorso su un totale di 110mila euro di sanzioni ne sono state saldate solo 7mila), hanno eseguito un fermo amministrativo di un mezzo».
Il giovane tiene a rendere nota la vicenda per cercare di contrastare un fenomeno sempre più in crescita. «Negli anni passati c’erano gli ungheresi, ma non operavano in modo così aggressivo: queste bande rumene invece dove passano fanno tabula rasa, svuotano i canali, stanno depredando un ecosistema solo per denaro: esperti hanno calcolato che il pescato di una sera a loro rende 800 euro, un business incredibile – conclude –. I controlli sui canali sono minimi, ci vorrebbe troppo personale. Vorrei sensibilizzare il pubblico: se più gente vigilasse su canali e lanche e avvisasse le forze dell’ordine, questi malviventi avrebbero vita meno facile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA