«Uomini dello Stato aiutavano i Bianchini» 

Aemilia: l’imprenditore aveva un uomo anche in prefettura a Modena, spunta una nuova inchiesta

REGGIO EMILIA. L’imprenditore modenese Augusto Bianchini, imputato di Aemilia per concorso esterno in associazione mafiosa, godeva di solidi agganci nel mondo istituzionale d’oltre Secchia.
Nel corso dell’udienza di ieri il maresciallo Costantino del Reparto investigativo di Modena ha portato alla luce le relazioni che la famiglia dell’imprenditore aveva con persone in vista.
La testimonianza del maresciallo ha probabilmente squarciato il velo di un’altra inchiesta della Dda di Bologna. La testimonianza infatti non ha tirato in ballo soltanto imputati come Michele Bolognino ed altri presunti ’ndranghetisti, ma anche esponenti dello Stato e della politica. Uomini delle istituzioni che hanno passato ai Bianchini informazioni segrete e riservate per consentire loro di schivare i colpi della legge, delle inchieste Aemilia e amianto, e della esclusione dalla white list.
Ce n’è per tutti: per il funzionario della Dogana che vantandosi di avere accesso diretto alla cassaforte del prefetto di Modena si impossessava dei documenti riservati sui Bianchini, se li portava fuori dalla prefettura e li mostrava, orgoglioso del suo “potere” ad Alessandro Bianchini, figlio di Augusto. Documenti che annunciavano imminenti controlli o l’arrivo di provvedimenti.
Ce n’è per il prefetto e il questore dell’epoca. I quali, per schivare le reprimende del politico Giovanardi - pronto a vantarsi di avere sostenuto delle “risse” con loro - dapprima si accusavano reciprocamente di non avere aiutato i Bianchini. E poi, messi alle strette da Giovanardi - finivano per accusare i carabinieri. Ce n’è per qualche funzionario della prefettura, che provava a far passare la legalizzazione della Ios di Alessandro Bianchini (ritenuta la clonazione della Bianchini costruzioni finita nei guai), condizionando l’esito delle riunioni tecniche sul tema.
Nei computer dei Bianchini la procura ha scovato 23 video, che ieri il pm Marco Mescolini ha consegnato al giudice. Video girati di nascosto da Alessandro Bianchini, nel pieno della battaglia per scrollarsi di dosso la questione amianto e ottenere l’iscrizione alla white list. Alessandro ha filmato di nascosto con il telefonino i suoi incontri con Giovanardi, con un funzionario della prefettura, con prefetto, viceprefetto, questore, avvocati...
Di fronte alle rivelazioni il presidente Francesco Caruso ha chiesto: «Su questi funzionari sono stati svolti accertamenti?». Il pm Mescolini ha replicato: «Non in questo processo». Una risposta che fa ipotizzare un’altra inchiesta in corso, la Aemilia ter di cui si parla da mesi.