Borghi, presidente Manodori: «Sull’Arena al Campovolo siamo nella fase delle valutazioni»  

Il presidente della Fondazione sullo stanziamento di 200mila euro: «A iter concluso diremo le nostre ragioni»

REGGIO EMILIA. «Noi stiamo facendo le nostre valutazioni, l’iter non è ancora terminato. Quando sarà terminato diremo le nostre ragioni». Non si sbottona il presidente del cda della Fondazione Manodori, Gianni Borghi, di fronte alle polemiche innescate dall’ipotesi di uno stanziamento di circa 200mila euro da parte della stessa Fondazione per entrare a far parte della società di scopo che parteciperà al bando per la realizzazione dell’Arena Grandi Eventi al Campovolo.
Uno stanziamento che non rientrerebbe nella voce delle elargizioni, ma rappresenterebbe per la Manodori una voce relativa al capitolo investimenti, su cui tuttavia si è sollevato un coro di polemiche soprattutto da parte delle opposizioni. Come dal M5s, che porterà il caso in Consiglio comunale attraverso un’interpellanza. O come da Grande Reggio–Progetto Reggio, che ha fortemente criticato l’ipotesi, difesa invece dal sindaco, Luca Vecchi, in occasione della presentazione del project financing.
Dal consiglio di amministrazione della Fondazione, nella seduta della scorsa settimana, la delibera per competenza era stata girata al consiglio generale, l’organo di indirizzo della Manodori al quale spettano valutazioni tecnico-statutarie in materia di eventuali partecipazioni della Fondazione a nuove realtà societarie. Il documento qui aveva ottenuto il via libera, nonostante le perplessità di qualche suo componente e registrando due astensioni e due voti contrari. Per concludere lo stanziamento, tuttavia, mancherebbe ancora qualche passaggio tecnico. E la delibera tornerà all’attenzione del cda Manodori nell’arco di una decina di giorni, in una delle prossime riunioni. Non si può escludere che nel nuovo documento del cda si dia formalmente mandato al presidente della Fondazione, Gianni Borghi, di intervenire con eventuali modifiche dettagliate durante la fase che condurrà alla firma dell’atto costitutivo della nuova società di scopo. «Noi stiamo facendo le nostre valutazioni, l’iter non è ancora terminato – si limita a commentare Borghi – Quando sarà terminato diremo le nostre ragioni». (e.spa.)