Penitenziaria, super lavoro per gli agenti

Le lunghe udienze del processo Aemilia si sono tradotte in un super lavoro anche da parte degli agenti della polizia penitenziaria. «Siamo già oltre il limite: c’è il processo Aemilia che ci fa...

Le lunghe udienze del processo Aemilia si sono tradotte in un super lavoro anche da parte degli agenti della polizia penitenziaria. «Siamo già oltre il limite: c’è il processo Aemilia che ci fa lavorare ben oltre gli orari». È quanto raccontato nei giorni scorsi da Michele Malorni, segretario provinciale del Sappe, sindacato degli agenti della penitenziaria, costretti a lunghi turni e molti straordinari per assicurare la presenza di una trentina di imputati al processo Aemilia. Si tratta degli imputati che hanno scelto il rito ordinario e che vengono tenuti dentro le celle di sicurezza all’interno dell’aula speciale. Udienze che durano fino a sera, con intervalli per un caffè o mangiare un boccone, e che tengono impegnati agenti e dirigenti della penitenziaria per ore. Servizio svolto in aula senza sbavature, ma che comporta anche delle rivendicazioni sindacali visto che Reggio soffre già un organico ridotto. «Annose e persistenti criticità che investono da troppo tempo la struttura di Reggio Emilia» è quanto descritto la settimana scorsa dagli agenti del Sappe in presidio di protesta davanti al carcere della Pulce. «Si avverte, come priorità assoluta, la richiesta di nomina di un comandante e un vice in pianta stabile. A Reggio mancano 3 funzionari, 11 ispettori, 11 sovrintendenti e 30 agenti/assistenti» lamentano gli agenti che hanno chiesto di rivedere l’attuale organizzazione del lavoro.