Nuovi filoni e tanti appelli: ma il dibattimento svela intrecci sempre più reggiani

Quanti pensavano che il processo Aemilia sarebbe stata una questione legata solo agli imputati e a una determinata enclave - sono quasi tutti calabresi di origine cutrese - si sbagliavano. Perché,...

Quanti pensavano che il processo Aemilia sarebbe stata una questione legata solo agli imputati e a una determinata enclave - sono quasi tutti calabresi di origine cutrese - si sbagliavano. Perché, oltre alla presenza di qualche imputato reggiano, c’è una verità processuale che si sta spostando su racconti via via sempre più reggiani. Se durante l’udienza preliminare sono stati messi al centro i capi dell’organizzazione criminale di stampo mafioso e alcuni sodali di primo piano, a dibattimento ci sono imprenditori e presunti sodali che hanno relazioni consolidate con Reggio Emilia, il suo tessuto economico e la politica locale. E qui viene fuori il tratto antropologico, la sfida che è insita nel processo, che dovrà accettare e digerire quanto sarà svelato in udienza. Resta però da digerire anche il gravoso impegno della macchina organizzativa visti i nuovi filoni di indagine che si sono aperti e gli appelli che deriveranno. Dopo l’udienza preliminare Bologna già conclusa (40 udienze, 57 condanne con rito abbreviato, 14 assoluzioni, 17 atteggiamenti, 2 patteggiamenti rigettati), c’è il dibattimento a Reggio: sinora 73 udienze, 147 imputati, 45 parti civili, 1.300 testimoni, 18mila intercettazioni. Ogni udienza dura mediamente 8-10 ore, con punte anche di 12 ore con poche pause.
C’è poi Aemilia bis, nuovo processo con dibattimento sempre a Reggio: il processo inizia il 29 marzo (12 imputati) mentre gli abbreviati e i patteggiamenti si terranno a Bologna con processo al via il 10 aprile (11 imputati). Del primo filone di Aemilia ci sarà però anche l’appello a Bologna: 57 imputati con rito abbreviato, partenza il 28 aprile con 32 udienze già fissate fra maggio-giugno e luglio; se non finirà altre 15 udienze in settembre. Questo solo per descrivere la compresenza di impegni e relativi ingorghi nei tribunali, soprattutto a Reggio, con effetto anche sul tribunale ordinario. Difficile far combaciare infatti le udienze degli avvocati impegnati sia al primo piano che nell’aula speciale al piano terra. Senza contare che bisogna tenere gli occhi anche sui processi per mafia - Pesci di Brescia e Kyterion di Catanzaro, dove ci sono diversi imputati reggiani. A rendere ancora più complesso lo scenario ci sono 10 maxi sequestri patrimoniali antimafia con procedimenti tutti in corso in tribunale a Reggio (poi Appello e Cassazione). Altri 6 maxi sequestri generici sempre con procedimenti tutti in corso a Reggio. Sole le misure patrimoniali, infatti, finiscono poi in procedimenti che puntano alla confisca di beni che - si badi bene - dovranno poi essere gestiti sul territorio. Altra complessità che dovrà essere poi gestita. (e.l.t.)