Donato Ungaro licenziato due volte senza essere mai stato reintegrato

BRESCELLO. L’abusato aggettivo “kafkiano” sembra questa volta alquanto pertinente per descrivere il caso dell’ex vigile urbano di Brescello Donato Ungaro. Eravamo rimasti alla sentenza definitiva che...

BRESCELLO. L’abusato aggettivo “kafkiano” sembra questa volta alquanto pertinente per descrivere il caso dell’ex vigile urbano di Brescello Donato Ungaro.
Eravamo rimasti alla sentenza definitiva che disponeva il reintegro di Ungaro alle dipendenze del Comune di Brescello e ora si apprende un nuovo colpo di scena. «Ho scoperto di essere stato licenziato per una seconda volta senza essere di fatto mai stato reintegrato», spiega l’ex vigile, che ora fa l’autista di Tper a Bologna.
La novità è emersa nel corso di un’udienza civile che si è tenuta in tribunale a Reggio lunedì, dove si sta quantificando la somma di denaro che deve essere corrisposta all’ex dipendente comunale per gli stipendi non percepiti dal 2002 al 2013. I commissari prefettizi che guidano l’ente dopo lo scioglimento per mafia hanno informato il giudice del lavoro che il rapporto di lavoro è cessato nuovamente perché Ungaro non si è presentato al lavoro.
«Il 10 giugno 2013 mi sarei dovuto recare al lavoro, come disposto da una delibera dell’ex sindaco Giuseppe Vezzani del 28 maggio precedente – spiega Ungaro –. Ricevetti un paio di giorni prima un avviso e ritirai la raccomandata in posta a mezzogiorno del 10 giugno: lessi che quella stessa mattina sarei dovuto essere in servizio a Brescello. Comunque, come dipendente di Tper avevo bisogno di 30 giorni per liberarmi. Pertanto mandai una raccomandata spiegando perché non potevo presentarmi». In seguito Ungaro comunicò l’intenzione di rinunciare al reintegro sostituendolo con le 15 mensilità di penale previste dalla legge.
Da allora da parte del Comune di Brescello è calato il silenzio.
Ma ora i commissari hanno risolto l’arcano: l’ex vigile cacciato da Ermes Coffrini nel 2002 è stato licenziato nuovamente. «Mi oppongo anche a questo licenziamento – dice Ungaro – e mi ritengo ancora a disposizione del Comune di Brescello».
La vicenda giudiziaria di Donato Ungaro era partita nel 2002, quando l'amministrazione in mano alla giunta dell'ex sindaco Ermes Coffrini licenziò in tronco l'allora vigile urbano Donato Ungaro. Un dipendente scomodo, all’epoca collaboratore della Gazzetta di Reggio, lasciato a casa in barba all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori senza un motivo concreto, come scritto dai giudici. L’ex vigile ha vinto la sua causa nei tre gradi di giudizio: il Comune di Brescello dovrà sborsare un risarcimento di 191mila euro a Donato Ungaro. Cifra che sfiora i 300mila euro, se si aggiungono anche i contributi non versati e tutte le spese di giudizio sostenute dall'ente locale. (j.d.p.)