«Sì alla certezza della pena ma il carcere deve rieducare»

ALBINEA. «Sicurezza? Ci vogliono sì pene più severe e certe, ma anche cambiamenti al sistema carcerario». Parola di Nico Giberti, sindaco di Albinea, dopo la consegna della petizione sulla certezza...

ALBINEA. «Sicurezza? Ci vogliono sì pene più severe e certe, ma anche cambiamenti al sistema carcerario». Parola di Nico Giberti, sindaco di Albinea, dopo la consegna della petizione sulla certezza della pena per i furti consegnata dai primi cittadini del comprensorio ceramico al presidente del Senato, Pietro Grasso.
Anche il territorio di Albinea, come del resto il distretto ceramico, sta facendo i conti con i furti e le effrazioni (in aumento ci sono le denunce) e si parla sempre più spesso di controllo di vicinato e di altre attività similari. «Il tema è serio e da non sottovalutare – sottolinea il primo cittadino – in ogni incontro, sia istituzionale che pubblico, ho ribadito la mia opinione sull’argomento. Speriamo di avere risposte rapide e risolutive dal Parlamento». Giberti si dice «totalmente d’accordo sulla necessità di avere pene più severe e certe per chi commette furti nelle abitazioni. Condivido in pieno l’iniziativa portata avanti dai sindaci dell’Unione Tresinaro Secchia. A conferma di ciò, oltre un mese fa, ho firmato la petizione on-line proposta dai mieicolleghi».
La questione però non può fermarsi qui, ma deve allargare il respiro anche allo stato in cui si trova il sistema carcerario italiano che, sottolinea Giberti «così com’è strutturato, non funziona come dovrebbe. Non è un caso se il 70% dei carcerati, una volta usciti, ritorna a delinquere. Oggi i luoghi di detenzione hanno perduto la loro funzione rieducativa e non riescono più a preparare il detenuto al suo futuro reinserimento sociale». I «progetti mirati a questo fine sono troppo pochi: andrebbero invece incrementati e finanziati a dovere. Da alcuni anni Albinea ne gestisce alcuni e sono convinto che rappresentino la strada migliore perché – conclude Giberti – il carcere smetta di essere un luogo in cui troppo spesso vengono affinate le arti delinquenziali». (adr.ar.)