«In ballo 14 miliardi No alle infiltrazioni della criminalità» 

Il presidente regionale Bonaccini: innazitutto la trasparenza L’assessore Costi: entro il 2017 apriremo gli ultimi cantieri

REGGIOLO. «È bene ricordare che questa è la ricostruzione, dopo quella dell’Irpinia, che costerà di più a livello di danni: dai 13 ai 14 miliardi di euro. Vorrei anche fare un applauso alle forze dell’ordine, impegnate con la magistratura ad evitare infiltrazioni mafiose». Così ha esordito Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, che ieri mattina è intervenuto al convegno dal titolo “Ora vedrete il Tempio completato... il ricordo visibile della Luce Invisibile” svoltosi all’auditorium Loria di Carpi.
Bonaccini ha insistito sul pericolo infiltrazioni mafiose: «Non vogliamo che vengano dati contributi a chi non ne ha bisogno per poi scoprire che mancano risorse a chi invece ne ha diritto. La legalità, il rispetto delle regole restano al primo posto. Preferisco che si impieghi un mese in più a completare un’opera piuttosto che poi, una volta realizzato tutto, salti fuori che certe procedure non sono state rispettate. La trasparenza è un pilastro sul quale ci muoviamo ogni giorno».
In vista della riapertura della cattedrale di Carpi, prevista per sabato 25 marzo, e dalla visita di Papa Francesco (2 aprile), il convegno è stato organizzato dalla Diocesi di Carpi, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, del Comune di Carpi e dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna, in collaborazione con Ucsi (Unione italiana stampa cattolica) e Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici).
Il presidente Bonaccini ha fatto un primo intervento, preceduto dai saluti di Giuseppe Cafulli, consigliere nazionale Ucsi e monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi. Quest’ultimo ha concordato: «Questa ricostruzione post-sisma dell’Emilia sarà ricordata come esemplare». Poi ha aggiunto: «Nell’ottobre dello scorso anno abbiamo riaperto la concattedrale di Guastalla e tra qualche giorno, a meno di cinque anni dal sisma, il duomo di Carpi verrà restituito al culto di questa gente. La perdita di vite umane è un costo incalcolabile, ma se a questo aggiungiamo la perdita di identità dei nostri luoghi, se non ritorniamo a vivere, a studiare, a pregare, ad incontrarci come prima, tutto diventa ancora più angosciante».
Il presidente Bonaccini ha ricordato che subito dopo il terremoto del 2012, nonostante l’emergenza, la priorità per le istituzioni pubbliche è stata la ricostruzione delle scuole: 19mila studenti sono tornati sui banchi e i 100 edifici scolastici (tra crollati o danneggiati) sono stati riconsegnati ai vari Comuni. «Siamo partiti dai nostri figli e dalle scuole. Abbiamo fiducia nel futuro».
Il moderatore Alessandro Ronconi ha dato in seguito la parola all’assessore regionale competente per la ricostruzione post-sisma, Palma Costi, la quale ha spiegato cosa ancora resta da fare in particolare per la ricostruzione dei luoghi di culto: «Sono 130 le chiese danneggiate nei sei vescovati. Ognuna ha avuto la sua quota di distruzione. Le curie si sono adattate alle regole pubbliche, dato che gran parte del loro patrimonio immobiliare è vincolato. Entro il 2017 vogliamo aprire i cantieri che mancano». (m.p.)
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