Ferioli: «Lo ammetto, ho fatto degli errori» 

L’ex sindaco del comune modenese attacca in aula i due costruttori: «Avrei dovuto allontanarli» 

REGGIO EMILIA. Risponde puntuale alle sollecitazioni del Pubblico ministero, Fernando Ferioli; ammette anche di aver fatto errori e che alcune segnalazioni dell’ex opposizione fossero corrette. Ma rivendica la correttezza del proprio operato e prende le distanze dall’ufficio Lavori pubblici e da Giulio Gerrini. «Gli avevo dato carta bianca, volevo vedere Finale ripartire e lui lavorava tanto. Avevo posto soltanto due condizioni: far lavorare imprese del territorio e farle ruotare affinché tutti potessero partecipare agli appalti. Mai mi sono speso per aziende in particolare, non ne avevo neppure le competenze, quelle spettano agli uffici. Io mi prendo certe responsabilità, ma ognuno faccia altrettanto». Il rapporto con i Bianchini? «Sono diventato sindaco che l’impresa ventava un milione di crediti dal Comune, le abbiamo pagate nel 2012. Augusto chiedeva di lavorare di più, me l’ha detto esplicitamente ma non mi intromettere. Mi fidavo ciecamente di Gerrini e ho commesso due errori, che mi hanno portato anche in questa aula di Tribunale. Dopo essere stato informato dell’esclusione dalla white list dovevo allontanarli subito senza neppure ascoltare Alessandro, che in lacrime e tramite Gerrini, venne a presentarmi la Ios. Diceva che gli errori dei padri non devono ricadere sui figli. E così ho chiesto al mio capo ufficio Lavori pubblici di controllare se avesse tutte le carte in regola per lavorare nella ricostruzione, lasciando a lui ogni valutazione. Dicono che ho lavorato per consentire il pagamento di un lavoro in viale Della Rinascita alla Bianchini anche dopo l’esclusione dalla white list. Ho una serie di e-mail che raccontano il contrario, ho firmato quel pagamento su suggerimento di almeno tre uffici che mi certificarono la regolarità dell’operazione». (f.d.)