L’ex assessore Notari lascia già Il tribunale cerca un altro perito

REGGIO EMILIA . I commercialisti reggiani Francesco Notari e Massimiliano Iori hanno rinunciato all’incarico come periti per il processo Aemilia. Venti giorni dopo aver accettato l’incarico dalla...

REGGIO EMILIA . I commercialisti reggiani Francesco Notari e Massimiliano Iori hanno rinunciato all’incarico come periti per il processo Aemilia. Venti giorni dopo aver accettato l’incarico dalla Corte, l’ex assessore del comune di Reggio Notari e il suo socio in affari sono tornati sui loro passi «per ragioni di natura professionale viste le quali rinunciano all’incarico peritale - ha annunciato ieri il presidente della Corte, Francesco Caruso - La rinuncia è irrevocabile. La Corte manifesta ai due periti la propria stima e piena fiducia - ha voluto sottolineare Caruso a inizio udienza - e prende atto delle motivazioni professionali chiarendo che non è stato liquidato ai due incaricati alcun compenso. Ci spiace di questa rinuncia, ne prendiamo atto e ci riserviamo di incaricare altri esperti».
Notari e Iori erano comparsi in udienza il 16 febbraio scorso per ricevere una gravosa “investitura” da parte del tribunale del maxi processo contro la 'ndrangheta, ma che già in serata aveva trovato l'opposizione di alcuni avvocati difensori dei 142 imputati del rito ordinario. Notari è stato fino a poco tempo fa assessore al Bilancio del Comune di Reggio Emilia, membro della giunta che ha presentato la costituzione di parte civile al processo dell’amministrazione per Aemilia, è stata l'eccezione presentata dai legali reggiani. Il presidente della corte, Francesco Caruso, aveva però respinto l’eccezione confermando l'incarico a Notari: «Non c'è alcun profilo di incompatibilità, il fatto che abbia partecipato alla delibera della giunta non comporta un interesse personale» ha detto Caruso. Commercialista e revisore legale, dal 1999 Francesco Notari (40 anni) svolge attività di consulenza a supporto di imprese operanti su tutto il territorio nazionale. A lui e al collega era stato affidato il difficile compito di ricostruire la girandola di fatture false con le quali il clan e i suoi sodali si sono arricchiti negli anni. Un lavoro certosino da compiere in tempi tutto sommato ristretti, visto il calendario imposto dal tribunale. Infine ieri la scelta di rinunciare per non gravare su altri impegni. (e.l.t.)