La giunta dei gentiluomini lascia il passo all’assessora 

Casina: Cineroli, Manfreda, Bergianti e Leuratti pronti a rimettere le loro deleghe «Rispetteremo la scelta del sindaco». Ma serpeggia il malumore: «Noi eletti»

CASINA. Una cosa è certa: l’attuale giunta del Comune di Casina è composta da galantuomini. I quattro assessori sono tutti pronti a lasciare spazio alla donna che, nei prossimi giorni, sarà inserita dal sindaco Stefano Costi nella squadra di governo. Un cambio richiesto dal difensore civico della Regione Emilia Romagna per rispettare le quote rosa in giunta. Un rimpasto a cui il Comune montano arriva dopo un bando pubblico sul web: un “cercasi assessora” che ha fatto parlare tanto e creato non pochi mal di pancia. Anche tra gli attuali amministratori che, sebbene pronti a rispettare la legge e le scelte di Costi, sottolineano come non siano «assessori per caso, ma perché votati dai nostri concittadini».
Due realtà, la legge sulle quote rosa e il voto alle urne, che a Casina sono entrate in conflitto. Un’altra norma impone poi che nelle amministrazioni come quella del paese montano vi siano solo quattro assessori. Dunque uno tra Maurizio Cineroli, Tommaso Manfreda, Corrado Bergianti e Giorgio Leuratti dovrà lasciare il posto a una delle otto candidate (vedi articolo a lato) che hanno risposto al bando e hanno sostenuto il colloquio col sindaco Costi.
Ma chi sarà l’assessore silurato? Cineroli risponde abbastanza seccato: «Non ne so nulla. Su questa vicenda fa e decide tutto il sindaco, io non l’ho seguita e mi interessa poco». Un atteggiamento che lascia pensare sia abbastanza tranquillo: «Io faccio quello che mi chiedono: se devo lasciare, lo faccio. Dipenderà tutto dalle competenze della nuova assessora».
Competenza: è questa la parola d’ordine del vicesindaco e assessore alle attività produttive, turismo, agricoltura e sicurezza che però ammette di non aver “digerito” la vicenda: «È una storia senza senso. In tanti Comuni, non sono rispettate le quote rosa, ma si punta il dito solo su Casina».
Anche Giorgio Leuratti ha poca voglia di rispondere. «Abbiamo deciso di non parlare», taglia corto. «La legge c’è, bisogna rispettarla e si saprà a breve la scelta del sindaco». Detto questo anche l’attuale assessore ai lavori pubblici e ambiente si mostra un gentleman: «Sono pronto a fare un passo indietro senza alcun problema. L’importante è continuare a lavorare come abbiamo fatto finora».
Un lavoro per il quale gli attuali quattro assessori in carica si sentono legittimati dalla volontà popolare. «Le leggi vanno rispettate, ma lasciano il tempo che trovano perché noi quattro siamo stati eletti dai cittadini», commenta Corrado Bergianti. Anche l’assessore alla scuola, cultura e servizi è «pronto a lasciare», ma chiude con una frase a metà fra un augurio e una stoccata: «Spero l’assessora sia competente e abbia tanto tempo a disposizione».
«Apprezzo le otto candidate proprio perché mettono il loro tempo a servizio dei cittadini», chiosa Tommaso Manfreda. «Quello che facciamo è volontariato», sostiene l’assessore ai lavori pubblici e ambiente che è «pronto a rispettare la scelta di Costi, anche se per colpa di questa legge dovrà andare contro la volontà dei cittadini che hanno scelto non solo un’idea politica ma anche delle persone: ossia noi quattro».
Uno di loro però dovrà lasciare e Stefano Costi sarà chiamato a “pugnalare” uno dei compagni di ventura con cui ha scalato il Comune alle elezioni.
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