Auto contro un treno, figlio di un reggiano muore a 24 anni   

Spaventoso incidente in Canada costa la vita al giovane Stefano Lucchesi: il papà Rodolfo anni fa partì da Reggio Emilia per trasferirsi in Ontario

REGGIO EMILIA. Le cause sono ancora da chiarire. E le informazioni sommarie che arrivano dal Canada non hanno ancora fatto del tutto luce sulle dinamiche dello spaventoso incidente: un urto devastante, costato la vita al 24enne Stefano Lucchesi, la cui auto è finita contro un treno in un incidente mortale avvenuto in Ontario. Una morte che ha gettato in un profondo lutto i tanti parenti italiani della vittima, figlio di un reggiano che si era trasferito Oltreoceano da anni, mantenendo da sempre frequenti con la sua terra d’origine, dove spesso tornava insieme a tutta la famiglia.

L’incidente è avvenuto intorno alle 16.15 di mercoledì lungo la Tottenham Road a New Tecumseth, una città di Simcoe County, nel sud dell’Ontario. Il giovane, che viveva ad Obleton ed era figlio del reggiano Rodolfo Lucchesi (conosciuto anche come Rudy) era da solo a bordo dell’auto. L’incidente è avvenuto all’altezza di un passaggio a livello. Secondo le prime ricostruzioni, sembra che sul posto fossero accesi solo i lampeggianti ad indicare l’arrivo di un treno.

L’impatto non ha lasciato scampo al ragazzo, morto sul colpo. Sul posto sono intervenute le forze di polizia di Nottawasaga, il servizio di emergenza e il personale ferroviario, che aveva lanciato l’allarme. L’area dell’incidente è stata chiusa al traffico per diverse ore per consentire le indagini. Solo qualche giorno prima, a circa venti chilometri di distanza si era verificato un altro incidente mortale.

La notizia della scomparsa del 24enne Stefano Lucchesi è subito diffusa fra suoi parenti reggiani, che stanno inviando messaggi di cordoglio alla famiglia della vittima attraverso un servizio di onoranze funebri online, cercando di dare parole di conforto alla madre Antonella, al fratello Marco e alla sorella Cristina. Fra i parenti del giovane, anche Valeria Montanari, coordinatrice di Centro Democratico: «L’ho visto crescere – racconta – Un ragazzo così giovane che se ne va di punto in bianco, per motivi che sembrano riconducibili alla mancanza di sbarre e sicurezza nel passaggio a livello. Una tragedia di cui non riusciamo a capacitarci».