Reggio Emilia, il racconto del passante che ha placcato il rapinatore

L'uomo ha visto il rapinatore della 16enne scappare in bicicletta e lo ha placcato, recuperando la borsa dell'adolescente per poi riconsegnargliela

REGGIO EMILIA. Se lui non fosse intervenuto, oggi la minorenne rapinata non avrebbe più la borsa e tutto ciò che c’era dentro, oltre al trauma per essersi vista puntare in faccia una pistola. Stava passeggiando per il parco Paolo da Reggio Emilia l’uomo, che ha preferito restare anonimo, che ha intercettato il rapinatore.

«Stavo camminando per il parco – racconta – quando ho visto questo ragazzo di colore che correva in bicicletta a forte velocità con sotto braccio una borsa da donna. Al contempo sentivo le urla strazianti di una ragazzina e ho collegato i due eventi».

L’uomo ha capito in una frazione di secondo che quello che stava arrivando in bici verso di lui era un criminale e non ci ha pensato due volte: «Appena mi è giunto a tiro ho allungato il braccio e l’ho strattonato, afferrando la borsa e facendolo cadere in terra».

Lo straniero si è poi subito rialzato e ha proseguito la fuga, mentre il passante ha restituito la refurtiva alla ragazza e l’ha accompagnata, in lacrime, al bar più vicino dove ha chiamato i carabinieri. Un intervento fortuito e generoso, quindi, ha impedito al rapinatore della 16enne di andarsene con il bottino, mentre fra i residenti esplode la rabbia e la preoccupazione. In una tensione sociale che – alla faccia delle statistiche sui reati – continua a salire, assieme alla paura.

Reggio Emilia, armato di pistola rapina una 16enne

«Io al Foscato ci sono nata – racconta una donna – ho vissuto qui per trent’anni e tuttora mia madre e i miei nonni ci abitano. Quando ero piccola andavo a letto con le finestre aperte e l’unica paura che avevo era quella delle zanzare. Io al Foscato ci sono tutti i giorni ancora ma non è più il Foscato di qualche anno fa. Ai miei nipoti e a mia figlia non è consentito correre liberamente e allontanarsi da noi adulti nemmeno per un minuto, per non parlare poi di uscire alla sera a fare un giro».

(l.g.)