«L’affare delle piastrelle emblema del legame con Cutro»

REGGIO EMILIA. Dal boss, ai colonnelli fino ai sodali al clan. Da nord a sud, da Mantova a Cutro. È questo il perimetro dell’affare delle piastrelle, capitolo di interesse nell’inchiesta Aemilia,...

REGGIO EMILIA. Dal boss, ai colonnelli fino ai sodali al clan. Da nord a sud, da Mantova a Cutro. È questo il perimetro dell’affare delle piastrelle, capitolo di interesse nell’inchiesta Aemilia, sviscerato ieri dal maresciallo Guido Costantino, del nucleo investigativo di Modena, sentito in udienza come teste dal pm Marco Mescolini. L’affare assume contorni dall’assoluta valenza investigativa, poiché coinvolge l’intera organizzazione attraverso l’implicazione di numerosi sodali presenti nelle rispettive zone geografiche di influenza, tra i quali vengono identificati Antonio Rocca, Giuseppe Lo Prete, oltre al boss Nicolino Grande Aracri, Michele Bolognino fino ad Antonio Gualtieri, i fratelli Vertinelli e Pino Giglio. «In questo episodio il sodalizio agisce in maniera compatta» ha detto Costantino. Gli elementi affiorati nel corso delle investigazioni, hanno infatti permesso di ricostruire in maniera analitica tutta la vicenda, che nasce nel maggio del 2012, e vede il passaggio di mano di ben 60mila metri quadri di mattonelle. Una vicenda che tocca Luca Rossi, indicato inizialmente come il possessore delle piastrelle, chiamato poi come teste all’ultimo momento.

Tra gli iniziali attori protagonisti spuntano nelle indagini - effettuate con diverse intercettazioni - soggetti gravitanti nell’orbita di Francesco Lamanna, referente di Grande Aracri per la zona di Cremona, già condannato nel rito abbreviato di Aemlia a 12 anni di carcere.

«Dopo un po’ si scopre che anche Nicolino Grande Aracri si era interessato all’affare delle piastrelle - racconta Costantino - per portare la merce a Cutro sarebbero serviti tra i 35 e i 40 viaggi in camion tante erano quelle stipate ad Asola, nel Mantovano». (e.l.t.)