Già mille studenti hanno seguito le udienze

I giovani sono accompagnati dall’associazione antimafia Libera sulla scia del progetto sulla legalità

REGGIO EMILIA. Ormai è prossima alla più che significativa quota mille la presenza degli studenti alle udienze del maxi processo Aemilia.

Giovani accompagnati dagli insegnanti – ieri è stata la volta di una classe quarta dell’istituto “Filippo Re” di Reggio – e soprattutto guidati dai volontari dell’associazione antimafia Libera che porta avanti, con i fatti, un percorso con due ben precisi obiettivi: sostegno alla didattica tradizionale e promozione di una cultura della legalità. Sinora hanno seguito le “tappe” di questo storico procedimento varie classi di tre regioni (Emilia-Romagna, Lombardia e Marche). Una presenza contestata in due momenti dagli imputati di Aemilia. Nel maggio scorso un difensore aveva sottolineato l'irregolarità della presenza degli studenti minorenni, ai sensi dell'articolo 471 del codice di procedura penale. La Corte aveva poi respinto il "nodo" sollevato dal difensore, ritenendo che al principio sancito dalla legge si possa derogare «come fondamentale ausilio alla formazione dei giovani alla legalità» e considerato «l'interesse particolare riconosciuto a questo processo di cui è stata autorizzata in tempo reale la diffusione mediatica». Tentativo di estromettere gli studenti dall’aula (come pure i giornalisti) poi replicato il mese scorso da alcuni imputati attraverso un esposto successivamente respinto dai giudici. «Che qualcosa si sia rotto nel mimetismo portato avanti dalla cosca per tanti anni sul nostro territorio – ha commentato di recente Enza Rando, avvocato di Libera – lo si coglie nell'atteggiamento tenuto dagli imputati di Aemilia che hanno cercato di estromettere dal processo sia gli studenti che i giornalisti. Un tentativo, fallito, per bloccare questo flusso di notizie a scuola, a casa con i genitori, sui mass media, il che significa maggiore consapevolezza, sempre più persone con le antenne diritte su quanto gli accade attorno».