Droga a chili, sequestro da 300mila euro

Continuano le indagini sulla banda sgominata lo scorso novembre tra Guastalla e Gualtieri: sigilli a case, negozi e Suv

GUASTALLA. Un immobile, quote di un esercizio pubblico e un Suv nuovo fiammante. Il tutto per un valore che sfiora i 300 mila euro, da aggiungere ai 600 mila sequestrati lo scorso novembre, quando i carabinieri di Parma, “sconfinando” nella Bassa reggiana, fecero emergere un “giro” di cocaina, hascisc e marijuana. Le manette scattarono per tre gualtieresi: il parrucchiere Rudy Mora, 59 anni, il fratello Marco Mora (53) e il barista 39enne Stefano Ragni. Finirono invece ai domiciliari il benzinaio guastallese 43enne Tiziano Scaravelli e la gualtierese 39enne Barbara Rosselli. Mentre un altro 40enne fu denunciato ma a piede libero.

Il blitz portò al sequestro di una notevole quantità di droga. Nel negozio da parrucchiere nella zona Peep di Gualtieri, in un bar (il “Bettolino” di Santa Vittoria di Gualtieri) e nelle abitazioni dei tre arrestati furono trovati quasi due chili di cocaina, circa un chilo e mezzo di hascisc e poco meno di un chilo di marijuana.

Durante le perquisizioni spuntò fuori anche un fiume di soldi: 600mila euro in bigliettoni conservati in gran parte da Rudy Mora. Per i carabinieri di Parma, coordinati dal pm di Reggio Stefania Pigozzi, a capo dello spaccio c’era proprio il parrucchiere ancora in carcere a Reggio.

Visti gli obiettivi mirati seguiti dai militari, il fatto che da Parma fossero arrivati alla Bassa reggiana muovendosi in borghese, la notevole quantità di droga e soprattutto di soldi sequestrati, da subito si è pensato che dietro il blitz dello scorso novembre vi fosse un’indagine articolata e con una serie di accertamenti e riscontri ancora da fare.

In meno di tre mesi l’ipotesi è stata confermata dai nuovi sequestri effettuati a Guastalla. Il valore dei beni su cui i carabinieri di Parma hanno messo le mani sale così da 600 mila a 900 mila euro. E i militari sono arrivati a questi nuovi beni sovrapponendo i dati relativi ai flussi di cocaina, hascisc e marijuana a quelli dei tenori di vita, delle proprietà e dei gruzzoli in banca o nascosti qua e là dagli indagati.

Tanta droga e tanti soldi che devono ancora trovare una giustificazione. È dunque difficile pensare che l’indagine sia chiusa con questi nuovi sequestri. Da Parma trapela che restano ancora da stabilire tutte le ramificazioni di un traffico di stupefacenti che, quasi di certo, non si limitava alla Bassa reggiana.

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