«Perché non hanno chiamato subito il 118?»

La famiglia parla di ritardi e ha dubbi sull’accaduto. I legali: «In un asilo va garantita la sicurezza»

REGGIO EMILIA. I genitori trentenni della bimba fratturatasi la gamba al nido d’infanzia “Linus” si sentono dentro un incubo che non finisce mai.

Dicono di essere mortificati sotto tanti punti di vista, per non parlare dello shock provato nel trovare la figlia in quelle condizioni. Attualmente la piccola fatica a muoversi col gesso e non sta per nulla bene: tutto ciò preoccupa non poco il papà e la mamma che temono s’interrompa lo sviluppo della bambina.

Si sono decisi ad affidarsi ad uno studio legale, perché ritengono inaccettabile quanto accaduto nella struttura. E fioccano le domande. Perché quella telefonata tranquillizzante mentre la situazione era ben diversa? Perché le maestre non hanno chiamato subito il 118, visto che la mamma si è accorta in fretta che la figlia si era rotta una gamba? Ritengono che non sia stata capita la gravità della situazione e da qui il ritardo dell’intervento sulla bambina «lasciata in quelle condizioni per circa un’ora». Ed in famiglia hanno anche dei dubbi sul come la figlia si sia fratturata il femore, non sono convinti che sia inciampata su un cuscino, mettendo in discussione quanto avvenuto nella struttura che «deve per legge – rimarcano i legali Mauro Intagliata e Francesco Tazzari che tutelano i genitori della bambina – garantirne salute, benessere, sicurezza e serenità sotto ogni profilo di responsabilità a maggior ragione alla luce della tenerissima età della minore». Da qui la decisione di presentare in procura una denuncia contro ignoti, ipotizzando l’omissione di soccorso e le lesioni colpose.

Ora sarà la magistratura a far luce sulla delicata vicenda.

«Il nostro unico interesse – rimarcano i due legali – è fare luce su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità di chi aveva l’obbligo di occuparsi della sicurezza e della salute della bimba». (t.s.)