Muore in casa intossicato dal monossido di carbonio

Vetto: Albino Laurenti, 67 anni, trovato senza vita insieme al suo cane. Sotto accusa il malfunzionamento della stufa a legna. Anche l'animale non ha retto alle esalazioni

VETTO. Ucciso dalle esalazioni di monossido di carbonio. Sembrano esserci davvero pochi dubbi sulla morte di Albino Laurenti, classe 1950, trovato morto martedì pomeriggio nella sua abitazione alla periferia di Vetto. Lo confermano anche i primi accertamenti medici sul corpo senza vita e un particolare: anche il suo cane è stato trovato morto.

La tragedia, con ogni probabilità, si è consumata qualche giorno prima del ritrovamento del corpo. «Non era strano non vederlo in giro per qualche giorno, faceva una vita piuttosto ritirata» confidano le figlie dell’uomo, arrivate ieri dalla provincia di Varese, dove abitano e dove la tragica notizia le ha raggiunte.

A fare la triste scoperta, martedì verso le 14, è stato un amico dell’uomo, che si era recato nella cascina di via Rossigneto – in una zona tra i boschi piuttosto isolata e difficile da raggiungere per chi non la conosce – per parlare con lui. Laurenti, infatti, aveva l’hobby di riparare motoseghe e altri attrezzi. L’amico gliene aveva affidata una per una piccola riparazione già da qualche tempo, ed era d’accordo di andarla a prendere. Si era già recato da lui una prima volta, lunedì. Lo aveva chiamato a lungo ma senza ottenere risposta, e così, pensando semplicemente che non fosse in casa, se ne era andato. È tornato martedì pomeriggio. Ma ancora una volta del 58enne non c’era traccia intorno alla sua casa.

Questa volta, però, l’amico ha notato che c’era la chiave sulla toppa. Così, preoccupato dalla situazione, ha pensato di entrare in casa a cercarlo. Ci ha messo poco a capire che qualcosa di gravissimo era accaduto all’amico.

Ha fatto pochi passi e si è trovato davanti il cagnolino dell’uomo, un meticcio che viveva con lui: era a terra, privo di vita. Girato l’angolo, nell’altra stanza, ha trovato anche Laurenti: era coricato sul divano. Lo ha chiamato, si è avvicinato, ma ha capito subito che anche lui era morto.

A quel punto l’amico ha lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivate l’ambulanza mobilitata dalla centrale operativa del 118 e i carabinieri. Per il 67enne non c’era più nulla da fare. E il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso, stabilendo che la morte probabilmente risale a qualche giorno prima.

Le circostanze del decesso sono apparse subito chiare e, secondo i primi accertamenti, sarebbero da imputare a un malfunzionamento della stufa a legna, con la quale l’uomo si riscadava e che ha saturato l’ambiente di monossido di carbonio. L’uomo, che era in casa assieme al suo cagnolino, probabilmente non si è neanche reso conto di quello che stava accadendo.

Dell’episodio è stata informata anche la Procura della Repubblica. Il sostituto procuratore di turno, Giacomo Forte, non ritiene che siano configurabili responsabilità in quello che è accaduto, ma che si sia trattato di una morte accidentale. Pertanto, già oggi potrebbe arrivare il nullaosta ai funerali. L’uomo in paese non aveva molti parenti, se non qualche cugino. Le due figlie abitano appunto in provincia di Varese. Si sono messe subito in viaggio non appena saputo che il padre era stato trovato senza vita.

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