Bini: «Una richiesta che svela qualche finalità nascosta»

REGGIO EMILIA. «Dal presidente Caruso mi aspettavo una decisione del genere: quasi scontato. Ma non mi è chiaro perché gli imputati abbiano avanzato questa richiesta, non ho capito che scopo avesse....

REGGIO EMILIA. «Dal presidente Caruso mi aspettavo una decisione del genere: quasi scontato. Ma non mi è chiaro perché gli imputati abbiano avanzato questa richiesta, non ho capito che scopo avesse. È possibile che ci fosse una finalità nascosta». Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti, anche ieri, come tutti i giovedì, si trovava nell’aula di Aemilia.

Bini, l’aula è piena: accade raramente.

«Sì, afflusso notevole e positivo, ma ci sono giorni in cui l’aula è deserta. C’è da dire che certe udienze sono molto tecniche e di difficile comprensione. Credo che le istituzioni, e soprattutto i sindaci, dovrebbero essere più presenti, magari organizzandosi in staffette a turno».

Molti studenti al Pala Fantacini hanno ammesso di non aver mai assistito al maxiprocesso.

«La presenza delle scuole è ancora insufficiente. Ma le deposizioni dei testimoni sono importanti perché portano pezzi toccanti di vita vissuta, consentono di calare la mafia nel concreto. Il grande assente è il mondo imprenditoriale: purtroppo a parte qualche comparsata Cna, non sono pervenuti Unindistria, le Pmi, il commercio. Eppure il processo mette in luce quello che hanno subìto gli imprenditori onesti alle prese con la crisi. Il pericolo non è finito: questi personaggi restano sul territorio, si trasformano solo modalità e protagonisti. Ad esempio i cinesi sono nuovi soggetti che si stanno impossessando della produzione di droga a servizio delle organizzazioni criminali».

Ora che il maxi processo resta a porte aperte c’è ancora tempo per portare pubblico in aula?

«Un plauso alla Cgil. Noi stiamo potenziando la rete dei Comuni Mafia Free: il prossimo ad aderire a febbraio sarà Baiso, abbiamo molte richieste dal modenese». (am.p.)