Traffico di reperti antichi un sequestro nel Reggiano

Operazione dei carabinieri di Crotone contro i tombaroli attivi a Capo Colonna Una trentina di monete estere ritirate a un esperto collezionista di Brescello

REGGIO EMILIA. Il tesoro trafugato dai tombaroli nel sito archeologico calabrese di Capo Colonna e all’estero sarebbe arrivato in parte fino a Reggio Emilia, nel piccolo comune di Brescello, dove ieri mattina i carabinieri hanno sequestrato una trentina di monete antiche trovate in una abitazione, provenienti in questo caso da oltre confine. Nel mirino un collezionista ed esperto di archeologia, 72 anni di età, indagato a piede libero nelle more della maxi operazione messa a segno dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale che ieri hanno eseguito 12 misure cautelari emesse dal Gip di Crotone, che ha indagato 52 persone e perquisito 35 luoghi - con contestuale notifica di avvisi di garanzia - nelle province di Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Catania e, come detto, fino a Brescello. «Non posseggo nulla di illegale e che venga dalla Calabria: mi contestano delle monete estere. Sono tranquillissimo e dimostrerò la mia assoluta innocenza» ha dichiarato il collezionista dalla sua abitazione di Brescello.

Le indagini partite nel 2014 hanno individuato al vertice alcune persone accusate di avere fatto parte di un’organizzazione criminale che avrebbe gestito, in tutte le sue fasi, un traffico di reperti archeologici, con un giro d'affari di alcuni milioni di euro. Bersaglio prediletto dai «tombaroli», secondo quanto riferiscono i militari, era il sito archeologico di «Capo Colonna» a Crotone.

Sono state sequestrate, inoltre, preziose collezioni con numerosi reperti archeologici di notevole interesse storico-artistico ed elevato valore economico. Nel sacco non sono finiti solo i «tombaroli»: tra gli indagati compaiono anche giudici di pace, avvocati, medici e farmacisti. Secondo quanto appreso, inoltre, lo «stimato accademico» che è tra le persone arrestate è un docente crotonese di materie letterarie con la passione dell’archeologia, Pasquale Attianese, di 70 anni. L'operazione é stata denominata «Tempio di Hera», dal nome di Hera Lacinia, la dea moglie di Zeus cui é intitolato il parco archeologico di Capo Colonna dove l'organizzazione di «tombaroli» avrebbe reperito i reperti oggetto del traffico illegale. C’era quindi la regia del settantenne Attianese, accademico molto noto a Crotone e noto come relatore in occasione di convegni e corsi di archeologia, competente numismatico e autore di alcuni volumi sulla monetazione magnogreca. Di lui si è più volte avvalsa anche l’autorità giudiziaria come perito. Le fasi dell’attività del sodalizio, dallo scavo clandestino alla vendita dei reperti ai collezionisti, sono state documentate dai Carabineri con intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video, pedinamenti, arresti in flagranza e sequestri di reperti. Attianese, grazie alle sue competenze, avrebbe indirizzato le squadre di tombaroli verso quelle aree del Crotonese non ancora indagate dall’archeologia ufficiale, traendo poi beneficio del saccheggio.