I dieci anni della Cat, la coop del biogas virtuoso

L’impresa agroenergetica di Correggio è la prima in Italia a esporre il marchio di certificazione “Biogasfattobene”

CORREGGIO (Reggio Emilia)  Energia elettrica e termica verde, valorizzazione dei sottoprodotti vegetali e restituzione di prezioso fertilizzante naturale a costo zero. Questa è la missione di Cat, la Cooperativa Agroenergetica Territoriale di Correggio che la prossima primavera compirà il 10° anno di vita che sta già festeggiando con un importante traguardo raggiunto nei mesi scorsi. Alla fine di settembre la cooperativa correggese, costituita da 25 aziende agricole oltre a 5 cantine sociali, ha conquistato, prima in Italia, la certificazione per impianti a biogas in agricoltura del disciplinare a marchio “biogasfattobene®”.

Troppo spesso di biogas si parla in modo errato e senza conoscere le peculiarità di un sistema che, proprio se fatto bene e con gli obiettivi giusti, ha una importante valenza sia economica che ambientale. «La formula cooperativa del Cat», spiega Gabriele Santi presidente del gruppo, «è un modello vincente per il valore delle aziende che lo compongono e che, senza modificare la loro identità ed il classico ordinamento colturale, con i propri terreni rappresenta un valore e una forza altrimenti è difficilmente replicabile».

Il Cat si è costituito a Correggio nell’aprile 2007 ispirato dalla crisi della bieticoltura che nel 2005 e 2006 ha decretato la scomparsa dal nostro territorio di una coltura che fino ad allora aveva avuto un ruolo primario e vitale per tante aziende.

La ricerca di soluzioni alternative ha stimolato un gruppo di agricoltori a valutare varie esperienze osservate in tutta Europa e che sono sfociate in un progetto concreto e virtuoso. Il 2 giugno 2009 in Via Fossa Faiella alla presenza di tutti i soci e delle autorità locali si è svolta la cerimonia della “prima vangata”. Nemmeno un anno dopo i due enormi motori per la produzione di corrente elettrica erano già a pieno regime alimentati dal biogas ricavato dalla fermentazione di colture dedicate che hanno sostituito la coltura della bietola ma anche dall’utilizzo di sottoprodotti dell’attività agricola.

Il Cat quest’anno ha valorizzato oltre 24.000 quintali di graspi conferiti dalle principali cantine sociali del territorio di Reggio e di Modena. L’efficienza del Cat è la conferma che se un impianto di biogas è fatto bene può essere una risorsa per l’ambiente e per il territorio. Per l’ambiente con il biogas si produce energia elettrica, energia termica e fertilizzanti organici, il digestato che è il residuo finale del processo di fermentazione, in modo assolutamente naturale e ad impatto ambientale zero. I benefici più importanti sono legati alle proprietà fertilizzanti ed al fatto che non si tratta di un concime chimico bensì di un fertilizzante naturale che tornando in campo chiude perfettamente il suo ciclo. Il vantaggio economico per gli agricoltori soci della cooperativa consiste nella vendita di energia elettrica che beneficia di interessanti incentivi comunitari che però, così come accaduto per il fotovoltaico, hanno una scadenza.

«La certificazione è un traguardo importante», conferma il presidente Santi, «perché ci da forza ed autorevolezza nel poter far capire a chi ci governa che se alla fine del periodo incentivato il settore dell’energia da biogas sarà sostenibile, perché fatto bene, potrà ancora dare grandi soddisfazioni. A quel punto se ci chiederanno di continuare a produrre energia elettrica saremo lieti di continuare a produrla e se invece ci chiederanno bio-metano saremo ben lieti di poter partire con una nuova incentivazione per questo tipo di produzione».

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