Giovane madre di 39 anni stroncata dalla malattia

Rolo: Rahiila Tallat si è spenta all’ospedale di Guastalla dopo 20 giorni di ricovero La donna, che ha lottato per un anno contro un tumore, lascia il marito e tre figli

ROLO. Rahiila Tallat era una giovane donna di 39 anni, originaria del Punjab, in Italia da diversi anni e madre di tre bambini piccoli. È morta a causa di un tumore. Da 20 giorni era ricoverata all’Hospice di Guastalla. Si è spenta ieri mattina tra la disperazione del marito e dei suoi figli.

Domani pomeriggio, alle 17, nei pressi della camera ardente dell’ospedale di Guastalla dove si trova la salma della giovane madre, si svolgerà un momento di preghiera. La comunità pakistana, saputa la tragica notizia, attraverso un comitato ha già dato disposizioni sia per il rito che per il rimpatrio della salma. Il marito tornerà in Pakistan assieme ai suoi tre bambini e ci resterà per circa un mese.

Ieri pomeriggio, in via Cesare Battisti 11, nell’appartamento sopra il “Jolly” dove abita la famiglia di Rahiila si sono ritrovati amici e parenti per una veglia di preghiera. Come ogni mamma e papà, nei mesi precedenti la sua morte l’unico pensiero della giovane mamma era rivolto proprio al marito e ai tre figli; al timore di cosa sarebbe successo quando lei non ci sarebbe stata più.

La malattia l’ha colpita circa un anno fa, e la situazione si è aggravata in particolare negli ultimi cinque mesi. Ma neanche per un istante la donna ha calato le attenzioni quotidiane rivolte ai suoi figli. Ha combattuto con coraggio fino alla fine, nonostante tutto andasse male; nonostante le terapie non funzionassero e i medici fossero tutt’altro che ottimisti.

Sono stati mesi duri per tutti loro; non solo per la malattia della mamma, ma anche per la difficile gestione dei figli e dell’economia familiare. Per questo la comunità pakistana è stata molto vicino al papà e ai tre figli. Rolo è un paese piccolo, e la notizia della prematura scomparsa di Rahiila si è sparsa subito suscitando viva impressione e vasto cordoglio.

Per la religione della giovane donna la morte è un momento di passaggio alla vera vita, quella che non avrà mai fine e consentirà allo spirito di progredire.

È necessario avere profonda fede in questa verità, non dimostrabile dalla mente umana. Senza la fede che la vita continua dopo la morte, Dio apparirebbe come ingiusto e indifferente, disinteressato alla sorte dell’uomo. Nonostante la sofferenza che provoca, il momento della morte viene vissuto con un atteggiamento dignitoso e senza troppa esternazione del dolore.

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