Testimoni assenti Il processo rallenta e scatta il richiamo

REGGIO EMILIA. «I testi disertano le udienze. Vorremo porre alla sua attenzione il fatto che a noi venire in aula e andare via a mezzogiorno pesa. Siamo detenuti ormai da due anni. La sollecito...

REGGIO EMILIA. «I testi disertano le udienze. Vorremo porre alla sua attenzione il fatto che a noi venire in aula e andare via a mezzogiorno pesa. Siamo detenuti ormai da due anni. La sollecito perché so che è sensibile». Gli imputati agli arresti tenuti nelle gabbie hanno fatto sentire ieri la loro voce da dietro le sbarre. L’udienza di Aemilia, infatti, prevedeva dieci testimoni. Due soli, però, si sono presentati come da richiesta del tribunale. Gli imputati, quindi, hanno rivolto la loro di richiesta al presidente del collegio, Francesco Caruso, che ha preso la situazione in mano chiedendo le giustificazioni giunte ieri in aula. «La vostra è un’osservazione giusta - ha detto il giudice agli imputati - Vedremo come risolvere la situazione».

La prima a farne le spese è stata una teste rintracciata e fatta arrivare il pomeriggio. Il rispetto dei tempi in questo processo è tutto. Sono oltre mille i testimoni compresi nella lunga lista iniziale. Il calendario ha già visto la celebrazione di oltre 50 udienze dal marzo scorso ma ogni inghippo rischia di trascinare in avanti il termine del processo, che Caruso vorrebbe chiudere a fine del 2017 per quanto concerne il primo grado. Un obiettivo per molti ambizioso sul quale il presidente del collegio sta lavorando insieme ai giudici a latere Andrea Rat e Cristina Beretti. (e.l.t.)