Rissa di Halloween, condannato un 19enne

Scandiano: il giudice Ramponi lo ritiene coinvolto. La difesa: «Agì solo come paciere, faremo appello»

SCANDIANO. Si è chiusa con una condanna – ieri in tribunale a Reggio – la prima tranche giudiziaria sulla rissa scatenatasi davanti alla discoteca Corallo dopo la festa di Halloween.

Due compagnie di ragazzi avevano iniziato a discutere dentro al locale a causa di un pallone da rugby che alcune ragazze avevano regalato a una delle due compagnie. Quando la situazione stava degenerando, erano stati accompagnati fuori dalla sicurezza. I giovani, complice anche il tasso alcolico elevato, avevano poi iniziato a discutere e dalle parole grosse erano passati alle mani.

Ieri mattina il processo si è tenuto con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo)e il giudice Luca Ramponi ha condannato lo scandianese 19enne Giacomo Dore a 200 euro d’ammenda (pena sospesa), ritenendo le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti.

Il magistrato giudicante ha in pratica accolto la richiesta di condanna del pm Roberto Belforti che ha rimarcato come il 19enne avesse partecipato alla rissa cercando di bloccare due stranieri ma non l’amico che avrebbe sferrato un pugno. E che si sia trattato di una rissa – ha specificato il rappresentante dell’accusa – e non di un semplice pugno lo dimostra il fatto che siano state allontanate una ventina di persone dalla discoteca, richiedendo l’intervento non solo dei buttafuori, ma anche dei carabinieri. Di diverso avviso l’avvocato difensore Marco Dallari che ha chiesto l’assoluzione per il suo assistito. «Più che aggressore, Dore ha fatto solo da paciere quella notte, non usando violenza». E per tratteggiare la personalità dell’imputato, il difensore ha letto una dichiarazione scritta della ditta in cui Dore lavora come apprendista, in cui il giovane viene descritto «fido collaboratore dell’azienda, contraddistinto da onestà e correttezza nei confronti dei superiori e dei colleghi». A caldo, dopo la decisione del giudice, l’avvocato Dallari ha detto ai cronisti: «Il reato è stato comunque ridimensionato, ma faremo appello, perché non c’è la prova che il mio assistito abbia partecipato alla rissa».

Quella notte davanti al locale si era scatenato il putiferio: una volta fuori, infatti, complice l'elevato tasso alcolico, i ragazzi di due compagnie si erano presi a calci e pugni. Sul posto erano intervenuti i carabinieri di Scandiano: una pattuglia si trovava proprio in via Della Rocca quando era scoppiata la rissa. (t.s.)