Chirurgo abusava delle sue pazienti, fra i casi anche una minorenne reggiana

Gianfranco de Lorenzis secondo l'accusa avrebbe abusato di almeno venti pazienti. Mirabile: "Aveva una predilezione per le donne obese, di qualunque età fossero"

REGGIO EMILIA. «Fidati di me, ti farò bella». Amava dire questa frase Gianfranco De Lorenzis, medico chirurgo 63enne di Parma, finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale. Palpeggiamenti nelle parti intime ma anche baci alle proprie pazienti erano diventati, a parere della procura di Parma, un’abitudine del libero professionista,  specializzato in medicina bariatrica ed estetica. Tanto che nella clinica dove lavorava era conosciuto da molti come “il molestatore”.

Tra il 2007 ed il 2016 sarebbero oltre venti i casi di abusi denunciati alla magistratura, episodi che si sarebbero ripetuti anche dopo una prima denuncia nei confronti dell’uomo, già sotto processo a Parma per lo stesso reato.

Fra le sue vittime anche una ragazza reggiana, minorenne all’epoca dei fatti: l’unico caso fin’ora documentato di abuso su un minore e che è destinato ad aggravare ulteriormente la posizione del medico in sede legale. La vittima di Reggio Emilia ha denunciato circa un anno fa trovando il coraggio grazie alla onlus Caramella Buona, come racconta il presidente Roberto Mirabile.

«Le vittime di questo chirurgo – spiega Mirabile – fatta eccezione per la nostra assistita sono tutte maggiorenni e vanno dai 19 ai 60 anni. Questo famoso medico infatti aveva una predilezione per le obese a prescindere dalla loro età e sfruttava la sua fama nazionale per selezionare delle pazienti su cui abusare con avance, palpeggiamenti, visite ginecologiche, abusi e ricatti promettendo sconti sulle operazioni. Come al solito lanciamo un appello, se ci sono altri casi possono venire da noi scrivendo alla mail segreteria@caramellabuona.org, garantiremo l’anonimato e ci impegneremo a tutelare le vittime».

La prima a presentarsi dai carabinieri fu una donna parmigiana di 54 anni che si era rivolta al professionista per problemi di obesità. Dopo di lei diversi altri casi e, appunto, un primo procedimento giudiziario iniziato lo scorso febbraio.

A ottobre di quest’anno il 63enne ci sarebbe però ricascato con una paziente di una clinica di Brescia dove si era trasferito dopo la sospensione dalla struttura sanitaria emiliana. Un nuovo caso che ha convinto il pm di Parma Daniela Nunno a chiedere il provvedimento restrittivo, che ieri i carabinieri hanno eseguito arrestandolo.

Le donne che hanno denunciato abusi sarebbero diverse, fra le quali anche la minorenne, e tutte hanno dichiarato ai magistrati che il medico approfittava delle visite per costringerle a spogliarsi, anche quando non era necessario, e poi iniziava a toccarle nelle parti intime, a palpeggiarle senza guanti e a baciarle. In alcuni casi avrebbe anche scattato delle fotografie.

Nel reparto della struttura di Parma alcune pazienti venivano molestate anche alla presenza della compagna di stanza. Senza pudore, l’indagato chiedeva alle donne se erano sposate, se avevano più in generale una relazione oppure da quanto tempo non avevano rapporti sessuali.

Domande che non avevano alcuna pertinenza con il tipo di intervento a cui dovevano essere sottoposte. Per tutte poi la solita frase: «Fidati di me, ti farò diventare finalmente bella».