Referendum, 100 pensionati restituiscono la tessera allo Spi-Cgil

Le prime disdette arrivate da un centinaio di iscritti. Dall’Aglio (segretario Spi): «Il conto preciso lo faremo a gennaio»

REGGIO EMILIA  Finora non è stato un terremoto ma qualche segno la campagna referendaria l'ha lasciato e non solo nel Pd. Anche nella galassia di associazioni schierate per il no come Cgil, Anpi e Arci, la spaccatura non è stata indolore e senza conseguenze. Da qualche giorno hanno iniziato ad arrivare le prime disdette e cancellazioni da parte di iscritti alla Cgil e diversi sono i casi di coloro che hanno comunicato di non rinnovare la tessera nel 2017.

Un centinaio solo allo Spi, coloro che hanno restituito la tessera, a cui vanno aggiunti quelli andati direttamente all'Inps per la cancellazione e i conti precisi si potranno fare solo nel 2017. Per quanto riguarda la Cgil a essere interessato da questa protesta è soprattutto il sindacato pensionati Spi mentre la Camera del lavoro reggiana ieri ha scelto di non commentare e di non fornire dati, forse perché il conteggio sui lavoratori attivi è ancora in corso.

Allo Spi le disdette non sono tali da destare allarme, ma indice di un malcontento e il segretario provinciale Marzia Dall'Aglio spiega: «Abbiamo avuto alcune decine di disdette, siamo vicino alle cento tessere. Ma diverse persone sono andate direttamente all'Inps e il conto preciso si farà a gennaio». Il fenomeno coinvolge tutta la Cgil «anche se ritengo in misura minore - spiega Dall’Aglio - perché i nostri pensionati sono molto più legati alla storia del Pd».

Anche l'Arci di Reggio ha registrato casi di tessere restituite e la comunicazione di mancato rinnovo per il 2017. Mentre l'Arci nazionale e regionale si sono apertamente schierati per il no, il comitato provinciale reggiano non si è mai ufficialmente espresso. «Nel nostro direttivo provinciale non vi era una posizione unanime», è il commento dell'Arci reggiana, che però guarda con preoccupazione al fenomeno.