Rando minacciata, si valuta la protezione

L’avvocato di Libera: «Non sono più serena, mi sono entrati nello studio, è un atto intimidatorio»

REGGIO EMILIA. Dopo l'intrusione nello studio dell'avvocatessa Enza Rando, ora si valuta di mettere sotto protezione la legale di Libera che sta seguendo le costituzioni di parte civile dell’associazione antimafia nel maxi processo Aemilia in corso a Reggio ma anche nei due paralleli,cioè i procedimenti Pesci e Kyterion .

A dirlo (e sperarlo) è la stessa Rando, ieri mattina a Bologna per presentare una nuova tre-giorni di iniziative per sensibilizzare contro la mafia, organizzata dal coordinamento bolognese di Libera.

«Qualcuno sta valutando provvedimenti – conferma, rispondendo ai cronisti che le chiedono dell'ipotesi di avere la scorta – chiaramente io l'inquietudine ce l'ho, non sono più serena come potevo esserlo. Anche prima non lo ero tanto, però adesso sono meno serena. Chiaramente non faccio molta simpatia alle organizzazioni mafiose. Spero che chi di dovere, chi ha più strumenti di me possa valutare. Io non sono serena, questo è chiaro».

Poi il legale entra nel merito della vicenda: «Hanno messo mano alle carte processuali. C'era un cassetto aperto ma non hanno preso nulla, c'erano cose di valore ma sono state lasciate lì. È inquietante. Non credo sia stato un furto, ma un messaggio intimidatorio. Sono un poco confusa su questa cosa – rimarca – Noi facciamo molti processi delicati, sempre come parte civile. Ma che degli sconosciuti entrino nello studio mentre siamo a un convegno sulle mafie, ed entrino senza prendere nulla, aprendo i cassetti e guardando i fascicoli, ci inquieta».

Ha aggiunto di non sapere se l'intrusione possa essere collegata al processo Aemilia: «Non so dirlo – spiega – siamo parte civile in tanti processi in tutta Italia. Spero si possa fare chiarezza, ma noi non ci fermiamo».©RIPRODUZIONE RISERVATA