Rezdore e chef già al lavoro per la Grande Cena

Nel salone delle feste di Fazzano fervono i preparativi Già 600 le prenotazioni per l’appuntamento di domani

CORREGGIO. Sono già più di 600 le prenotazioni per la Grande Cena di Boorea in programma domani al salone delle feste di Fazzano. In questi giorni si è già messa in moto la gioiosa macchina da guerra di volontari e chef che sta preparando piatti tipici per i partecipanti a questa grande occasione che riunisce alta cucina e solidarietà.

Al Salone delle feste, infatti, sono arrivate le rezdore che, armate di esperienza ed entusiasmo, hanno iniziato a preparare gli gnocchi seguendo la ricetta “precolombiana” dello chef Massimo Spigaroli. Un insieme di ingredienti che non prevede l’utilizzo della patata: un metodo certosino che richiede impegno e dedizione. L’aperitivo sarà curato da Luca Giampietri e sarà a base di Saudade do Brasil abbinato con lo spumante rosato di Lambrusco Righi. Non possono mancare due portate tipiche della tradizione enogastronomica nostrana, come il Parmigiano Reggiano che sarà servito a scaglie, e lo gnocco fritto, a cura della Gnokkeria di San Martino in Rio. Gli antipasti si intitolano “Pizza Reggio–Bologna” e saranno preparati da Giovanni Mandara, conosciuto ai più come titolare della pizzeria Piccola Piedigrotta di Reggio Emilia. Mandara ha ricevuto tre spicchi per la sua pizza classica dalla guida Gambero Rosso: un riconoscimento di prestigio per chi ha saputo traformare uno dei piatti più semplici in una sopraffina portata per gourmet.

Si passerà poi alla cipolla “Prima che venga sera”, con il ripieno di uova strapazzate e pancetta piacentina a cura di Isa Mazzocchi. Entrambi gli antipasti saranno accompagnato dal Ruffolo novello di Lambrusco Riunite. Il primo sarà a base di gnocchi aperti Polesani, a cura di Massimo Spigaroli. Mentre come secondo sarà protagonista lo stinco di maiale con l’hummus di Joe Barza rivisitato da Gianni D’amato. Insieme a queste portate sarà possibile gustare il Notturno Lambrusco scuro Righi, il 1950 Cuvée di lambrusco reggiano Riunite, lambrusco Sorbara 100% Righi. Come dessert, verrà servito il dolce di Giovanna Guidetti, chef dell’osteria La Fefa di Finale Emilia.

«Siamo partiti lunedì pomeriggio e abbiamo preparato 130 chili di gnocchi – spiega la volontaria Loretta Sabattini - La ricetta dello chef prevede che questi siano gnocchi particolari perché sono fatti solo con farina, acqua bollente, olio e sale, senza patate. Se lo scorso anno, quindi, gli gnocchi erano più piccoli, quest’anno sono un po’ più grandi. Poi, a differenza degli gnocchi di patate normali, questi vanno aperti con le dita per poterli trasformare in dischetti, così che si possano aprire ancor di più al momento della cottura». Tra gli antipasti che i commensali potranno gustare, poi, ci sarà lo gnocco fritto con la mortadella, ciccioli, la celebre pizza di Giovanni Mandara della Piccola Piedigrotta di Reggio Emilia, e la cipolla della chef Isa Mazzocchi, con le uova strapazzate all’interno e la pancetta piacentina sopra. «Lo chef Gianni D’Amato preparerà poi lo stinco con hummus di Joe Barza rivisitato – racconta la rezdora Nivetta Garavaldi - Durante l’anno le ricette che impariamo in attesa della Grande Cena, le proviamo con gli amici». Nel corso dei preparativi lo chef D’Amato ha fatto qualche sopralluogo: «All’hummus aggiungerò qualche personalizzazione mia: ad esempio lo serviremo con olio di mais e burro di sesamo, che dà un po’ di acidità al piatto, e un po’ di paprika dolce. I volontari sono le roccaforti di questa cucina che arricchiscono di impegno, dedizione e passione».

«Sempre entusiasmante prendere parte alla Grande Cena – sottolinea Giovanna Guidetti dell’osteria “La fefa” di Finale Emilia, nel Modenese - Porterò un dolce a sorpresa». Isa Mazzocchi aggiunge che le fa piacere partecipare «perché l’atmosfera respirata lo scorso anno era di famigliarità, collaborazione». Massimo Spigaroli ricorda che questa è la sua seconda volta alla Grande Cena dopo il 2008. «Partecipo nuovamente con le braccia e con il cuore dopo otto anni – aggiunge Spigaroli - Gli gnocchi che porterò sono aperti, precolombiani perché venivano fatti così prima dell’arrivo della patata dall’America. Ricordo la batteria di cuochi che mi hanno dato una mano nel 2008 e la bellezza di quest’iniziativa è la voglia di collaborare: mi ricordo non la fatica nel fare preparare i piatti, ma la fatica nel non farli lavorare».

Per prenotare 0522/299356, 630711, 636714 via mail boorea@boorea.it.

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