«Ecco perché dico no al bonus per i neo 18enni»

Reggio Emilia: Matteo Adragna, studente dello Scaruffi, boccia l’iniziativa del governo Renzi. «Sarebbe una buona opportunità, peccato sia quasi impossibile sfruttarla»

REGGIO EMILIA. Il bonus di 500 euro stanziato da Renzi per i neo diciottenni? Sembra fatto apposta perché in pochi, anzi pochissimi, possano usufruirne. Questa l’opinione motivata nei dettagli da Matteo Adragna, 18 anni, studente dello Scaruffi.

«La mia prima considerazione - spiega Matteo - è che io e molti miei coetanei abbiamo appreso con un forte ritardo la possibilità di ricevere questo bonus perché i mass media non hanno adeguatamente divulgato questa iniziativa, e quando ciò è avvenuto, è stato fatto in modo superficiale e poco chiaro». Secondo scoglio: «Un’altra pecca - continua lo studente - è che già dalla fase di creazione dell'identità online (Id) si riscontrano le prime difficoltà perché i siti sono poco chiari e non sono abbordabili per essere compilati da tutti i ragazzi. Per essere più chiaro il 99% dei miei conoscenti è bloccato a questo passaggio».

Terzo scoglio: «Superata la fase della creazione dell'Id, le ulteriori difficoltà - dice Matteo Adragna - si riscontrano nella registrazione a “18 App” per i motivi più svariati: a partire da chi non sa se 18 App sia un'applicazione o un sito mobile, per arrivare fino a chi tra le varie password fornite non sa quali debbano essere inserite. Chi riesce a superare questa fase, si ritrova un fondo on-line di 500 euro».

Quarto scoglio: «Le possibilità offerte sono molto limitate in quanto è possibile acquistare solo da pochi esercenti. Fatto riconducibile alla scarsa informazione fornita dagli enti pubblici. Un esempio concreto della nostra città è Palazzo Magnani, uno di quei beni e servizi per cui i soldi sono spendibili, che non si è ancora attivato per rendere operativa questa iniziativa». E on line cosa accade? «Per quanto riguarda la possibilità di spendere i soldi on line - rincara la dose Matteo - gli ostacoli sono ancora maggiori. I passaggi sono i seguenti: 1) Creazione del buono con indicazione dell'importo. 2) Conversione del buono “18app” in buono specifico di Amazon, passaggio che ho appreso solo tramite svariate chiamate al centro assistenza. 3) Inserimento del codice promozionale. Il maggiore problema causato da questo passaggio è che il valore dei buoni convertibili può essere solo di 5, 10, 25, 50 euro e una volta acquistato il libro, che avrà sempre un valore diverso da quello indicato sul buono, non si sa che fine facciano fatto i soldi che compongono la differenza. Neppure l’operatore di Amazon mi ha saputo dare la risposta». La conclusione per il nostro studente è chiara: «Questa è l'ennesima dimostrazione di un servizio offerto dallo Stato che non soddisfa, ma anzi risulta poco usufruibile, in quanto sono convinto che la maggior parte dei potenziali beneficiari di questa opportunità non riuscirà a sfruttarla».

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