Bambina morta, due ospedali e due medici nel mirino

Castelnovo Monti, il genitori della piccola Maya chiedono giustizia: «Nostra figlia poteva essere salvata»

CASTELNOVO MONTI. «Vogliamo conoscere la verità. Vogliamo sapere con esattezza cos’è successo in quelle ore decisive e capire perché non è stato fatto il tampone alla gola. Nostra figlia avrebbe potuto salvarsi: era robusta e forte».

È ancora, comprensibilmente, sotto choc Elena Dumitrascu, mamma della piccola Maya, la bambina morta giovedì ad appena 3 anni nel reparto di Rianimazione dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Il suo cuore ha smesso di battere alle 14.30: era il quarto arresto cardiaco dalle 10 del mattino. Tutto è iniziato 17 giorni prima con un raffreddore, poi con una diagnosi di varicella.

Elena insieme al marito e padre di Maya, Marius, ha presentato un esposto ai carabinieri per fare luce su questa vicenda terminata nel peggiore dei modi. Intanto, sul fronte della Procura, al caso delicatissimo sta prestando attenzione il pubblico ministero Maria Rita Pantani, che ha una voluminosa serie di atti da analizzare. Le cartelle cliniche, infatti, sono state sottoposte a sequestro. In particolari le indagini si concentrano sui due ospedali, il Sant’Anna e il Santa Maria Nuova, sul medico di base e sulla guardia medica. Inoltre, si dovrà chiarire perché non sia stato fatto il tampone alla bambina. La prossima settimana verrà effettuata l’autopsia per cercare di capire ciò che è successo.
«Vogliamo conoscere tutti i passaggi, con chiarezza – prosegue la mamma di Maya –. Mia figlia stava bene: basti pensare che dopo ben tre arresti cardiaci è riuscita a riprendersi. Il 14 novembre avremmo dovuto portarla a fare le visite di controllo, ma dai recenti esami ci risultava che stesse bene. Ci hanno detto che si tratta di un batterio, di uno stafilococco, ma ci chiediamo perché non le sia stato fatto il tampone alla gola: lei tossiva tanto... E non c’entra la sindrome di Down con quello che è avvenuto. Ripeto, mia figlia stava bene. Domani mattina ci verranno date maggiori informazioni sullo svolgimento dell’esame autoptico. Intanto, dopo la denuncia sono state sottoposte a sequestro le cartelle cliniche. Rifiutiamo di credere che non potesse essere salvata».

Maya è rimasta a casa dall’asilo il 17 ottobre perché aveva la tosse e il raffreddore. Il pediatra ha prescritto una normale cura per il raffreddore. Poi, ad una visita successiva le era stata diagnosticata la varicella, dopo la comparsa di macchioline sulla pelle. Dopo qualche giorno la situazione non è migliorata, e i genitori hanno chiamato la guardia medica. Secondo il racconto della madre, sono servite un’altra chiamata al pediatra e la visita di un’altra guardia medica per correre al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna. Il medico, sempre secondo quanto racconta la mamma di Maya, ha diagnosticato nuovamente la varicella, rimandandola a casa: tuttavia, la salute della bambina non è migliorata.

Domenica i genitori, preoccupatissimi, hanno portato la bambina al Santa Maria Nuova dove, dopo il quarto arresto cardiaco, è spirata. Alla famiglia stanno arrivando manifestazioni di solidarietà da parte di tantissime persone: casa di Elena e Marius è un viavai continuo di tanti che vogliono manifestare vicinanza in questo momento così tremendo. «Sono membro di diversi gruppi che mi hanno manifestato la loro solidarietà – conclude Elena –. Molte persone ci stanno facendo sentire il loro affetto. Noi non ci rassegniamo e andremo avanti per capire che cos’è successo».