Da stazione a cuore solidale del quartiere

A Santo Stefano troveranno posto l’associazione di volontariato Dar Voce, i servizi sociali comunali e un emporio

REGGIO EMILIA. E' deciso. La vecchia stazione di Santo Stefano, vanto del Consorzio cooperativo di produzione e lavoro che la costruì nel 1904 insieme alla ferrovia Reggio-Ciano, diventerà il polo di aggregazione sociale del quartiere Gardenia. Vi troveranno posto l'associazione del volontariato Dar Voce, i servizi sociali comunali della zona Nord e un emporio solidale.

Lo prevede l'atto di concessione con cui la società pubblica Fer (Ferrovie dell'Emilia-Romagna), subentrata nel 2009 ad Act come proprietaria dell'immobile, lo concede gratuitamente al Comune allo scopo di riutilizzarlo a fini sociali.

I treni continueranno a sostare, come sempre, sui binari che fronteggiano la stazione e l'orario ferroviario non subirà alcuna variazione. Inoltre rimarrà aperto il bar frequentato dai viaggiatori che occupa il lato ovest del piano terra. Invece verranno definitivamente trasferiti nella sede di Fer, a Ferrara, gli uffici ex-Act di cui era in corso da tempo la smobilitazione.

Il progetto risale all'anno scorso. Il Comune l'ha formalizzato con una delibera di Giunta dello scorso 24 maggio. I tempi di realizzazione, però, sono più lunghi del previsto. «Sembrava - riferisce Umberto Bedogni, presidente di Dar Voce - che potessimo avere le chiavi della nuova sede all'inizio di settembre. Fer, invece, occupa ancora al primo piano due uffici con altrettanti dipendenti. La concessione decorre dal primo novembre, ma siamo stati avvisati che fino al giorno 7 non verrà fatto il trasloco. Poi dovremo eseguire i lavori di adattamento e arredamento dei locali e di messa a norma degli impianti. Pensiamo di fare l'inaugurazione verso la metà di dicembre».

Attualmente Dar Voce paga l'affitto all'amministrazione provinciale per la locazione di Villa Ottavi, in via Gorizia. In viale Trento Trieste occuperà il secondo piano della stazione, mentre il primo piano è stato assegnato agli uffici comunali e il lato Est del piano terra all'emporio solidale.

«La concessione - precisa Bedogni - prevede che non paghiamo il canone. Il denaro che ora ci serve per l'affitto lo impiegheremo per la sistemazione e la manutenzione della nuova sede. In futuro dovremo pensare anche all'eventuale installazione esterna di un ascensore, per consentire l'accesso ai disabili».

Ma la vera novità, per Reggio Emilia, è l'emporio solidale, un servizio inaugurato anche a Guastalla un mese fa: «I volontari - spiega lo stesso Bedogni - raccoglieranno generi alimentari e di prima necessità non deperibili offerti dalle ditte e dai privati e li distribuiranno alle famiglie assistite dai servizi sociali secondo punteggi commisurati alle effettive necessità di ciascuna. Inizialmente il servizio funzionerà per due mezze giornate alla settimana. Ai beneficiari chiederemo in cambio un impegno di collaborazione volontaria».

In questa attività le associazioni del volontariato laico continueranno la collaborazione con la Caritas ormai collaudata. «L'emporio - chiarisce infatti Bedogni - non sostituirà le altre iniziative benefiche. Il suo scopo è principalmente quello di accompagnare le famiglie in difficoltà per aiutarle a ritrovare una piena autonomia».

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