Gli puntarono una pistola alla tempia: il teste non si trova

REGGIO EMILIA. L’unica cosa che si sa è che si trova negli Stati Uniti e la sua testimonianza è già saltata il 7 ottobre. Stiamo parlando dell’imprenditore reggiano 33enne che è parte lesa nel...

REGGIO EMILIA. L’unica cosa che si sa è che si trova negli Stati Uniti e la sua testimonianza è già saltata il 7 ottobre. Stiamo parlando dell’imprenditore reggiano 33enne che è parte lesa nel processo per estorsione e, come ha riferito ai carabinieri per telefono, teme per la propria vita. Da quanto “filtra” le sue preoccupazioni non sarebbero legate solo alla maxi inchiesta Aemilia, ma anche a minacce ricevute da “qualcuno” finito in un’importante indagine su fatturazioni fasulle. Sta di fatto che l’imprenditore rimane oltre oceano e ieri il pm Marco Mescolini non ha escluso di attivare le autorità giudiziarie statunitensi per riportarlo in Italia a testimoniare, prendendo inizialmente contatto con il consolato italiano. Vi sono altre due deposizioni sofferte, sempre riguardanti parti lese: l’imprenditore edile 42enne Antonio De Leonardis risulta in Romania per lavoro, mentre il tunisino 50enne Mounir Ferjani non si troverebbe più in Italia e in quest’ultimo stiamo parlando di una persona che sarebbe stata minacciata puntandogli una pistola alla tempia...(t.s.)