Vetrate in frantumi alla Mediopadana, Rfi: «Difetto di fabbrica»

Altri due casi ben visibili al binario 4 dello scalo di Mancasale. Esclusi i vandali e le vibrazioni: Rfi sta controllando la fornitura

REGGIO EMILIA  Ancora vetri in frantumi alla stazione Mediopadana. Non parliamo di bottiglie lasciate a terra da qualche passeggero bensì delle vetrate di vetro temperato inserite nella struttura bianca a forma di onda disegnata dall’archistar spagnolo Santiano Calatrava. Altri due casi sono stati avvistati in questi giorni dai passeggeri.

Si tratta di un vetro sospeso a diversi metri d’altezza, sul binario 4 della Mediopadana, e che funge da copertura della pensilina.

La lastra è in mille pezzi, sopra la testa dei passeggeri, ma resta comunque agganciata alle corsie. Un’altra grande vetrata in frantumi si trova invece ad altezza d’uomo, a lato della pensilina del binario al piano rialzato da dove si domina il parcheggio della stazione. Due casi che si aggiungono ad un terzo del quale avevamo dato notizia lo scorso febbraio. Dalla casualità di inizio anno si sta passando ora al dubbio sulla tenuta delle vetrate montate.

Una volta interpellata, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana, titolare dello scale di Mancasale) ci ha confermato di essere a conoscenza dei vetri crepati, «che sono comunque in sicurezza. Non sono infatti pericolosi per i passeggeri. Si tratta di una situazione già capitata in passato. I vetri sono ancora in garanzia».

Rfi si è impegnata, come in precedenza, a cambiare al più presto le lastre già in frantumi e ad eseguire dei controlli sul problema. «Stiamo approfondendo le cause. I tecnici escludono che si possa trattare di atti vandalici o del passaggio dei treni ad alta velocità. Le cause potrebbero essere legate a un piccolo difetto di fabbricazione di quella partita di vetri».

Che sia confermata o meno la tesi di Rfi poco cambia: non trattandosi di atti consapevoli da parte di vandali, i vetri potrebbero continuare ad andare in frantumi. L’unica consolazione è che, essendo coperti dalla garanzia del costruttore, non dovrebbero comportare un aggravio nei costi della stazione da 70 milioni di euro.