Schianto, indagato il 24enne e spunta una testimonianza

CADELBOSCO SOPRA. Domenica pomeriggio era al volante della sua auto quando, all’improvviso, si è trovato di fronte sulla strada 358R i due scooter Kymco che si sono scontrati frontalmente, causando...

CADELBOSCO SOPRA. Domenica pomeriggio era al volante della sua auto quando, all’improvviso, si è trovato di fronte sulla strada 358R i due scooter Kymco che si sono scontrati frontalmente, causando poche ore dopo la morte dell’imprenditore 77enne Giuseppe Papani.

Un testimone che sta avendo un peso sulla ricostruzione dell’incidente mortale da parte della polizia stradale di Guastalla, coordinata in quest’inchiesta dal pm Giulia Stignani.

Nel fascicolo aperto in procura il 24enne Soubeir Amin – rimasto ferito nello schianto, ma che non risulta in pericolo di vita – è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo.

Sulla dinamica c’è – come detto – la testimonianza di un automobilista, ma non è escluso che il magistrato inquirente possa incaricare un perito per ricostruire con la massima precisione possibile le traiettorie dei due scooter in quel tratto curvilineo, coincise poi con un tremendo impatto.

Cos’ha causato quell’invasione di corsia? Un sorpasso in corso? Una sbandata per l’eccessiva velocità? I due mezzi si sono scontrati e diversi frammenti di plastica sono finiti sulla strada. Uno degli scooter ha finito la sua corsa sul ciglio della strada provinciale, mentre l'altro si è fermato nel campo che affianca la carreggiata.

Non vi è, invece, incertezza sulle cause di morte del 77enne, da qui la rinuncia da parte del pm Stignani di chiedere l’autopsia.

Parallelamente già concesso il nulla-osta per i funerali del noto imprenditore che si terranno venerdì alle 10 nella chiesa parrocchiale di Poviglio, in cui giungerà il corteo funebre che partirà dalle camere ardenti dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio.

Papani abitava con la sua famiglia in via Repubblica a Poviglio e la sua morte ha gettato nello sconforto il paese intero, ma non solo. Il 77enne era molto conosciuto nel comune in cui risiedeva e in tutta la provincia per la sua attività d'imprenditore alla guida della Iteco srl, impresa con 15 dipendenti che si occupa di impianti di lavaggio per veicoli industriali. Lascia la moglie Divina, la figlia Elena la quale si occupa di amministrazione presso l'azienda di famiglia, il genero Luigi Ganazzoli e tre nipoti adolescenti.

«Giuseppe era appassionato di auto e moto, di meccanica e motori. Domenica – spiega con amarezza il genero – era andato da un suo amico a Cadelbosco, poi, purtroppo , il ritorno è stato fatale».

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