Oltre 600 persone a cena insieme per riaprire la chiesa

San Martino in Rio, l’evento mira al restauro della Collegiata Il comitato organizzatore: «Finora raccolti 44mila euro»

SAN MARTINO IN RIO. Oltre 600 persone a cena, nel cuore del paese, per ribadire forte e chiaro che la chiesa della Collegiata deve essere restituita ai sammartinesi in tutto il suo splendore. Questo il messaggio che hanno lanciato centinaia di commensali, proprio di fronte alla chiesa che domina piazza Martiri, domenica sera nel corso di un’occasione che sarà ricordata a lungo nella storia di San Martino in Rio.

La cena per raccogliere fondi allo scopo di ultimare il ripristino della chiesa è stata organizzata dal comitato Riapriamo la chiesa, nato appositamente con l’obiettivo di trovare le risorse necessaria a finire l’opera. «L’iniziativa è stata un successo: abbiamo riunito oltre 600 persone a cena, imbandendo tavolate per tutto il centro del paese – spiega Stefano Tolomelli, presidente del comitato Riapriamo la chiesa –. Il prezzo, infatti, era di 18 euro per gli adulti e 10 per i bambini, ma alcuni partecipanti hanno fatto donazioni superiori rispetto al prezzo richiesto. Finora, abbiamo raccolto 44mila euro per il ripristino della chiesa: dobbiamo arrivare a 202mila. Siamo contenti dei risultati ottenuti, anche se la sfida è ancora in corso. Considerato che ci siamo presentati alla popolazione all’inizio di giugno, abbiamo già tagliato un buon traguardo. A questo riguardo vorrei ringraziare tutte le associazioni del paese che, con la regia della Pro Loco, hanno collaborato con noi per la realizzazione della ».

Gli interventi di ripristino alla chiesa della Collegiata, nel frattempo, non si arrestano.

«I lavori si stanno concentrando sul ripristino dei danni provocati dal terremoto del 2012 – prosegue il presidente del comitato, Stefano Tolomelli –. Gli interventi riguardano diversi aspetti tra cui il ripristino dell’impianto elettrico, dell’illuminazione, dell’impianto antintrusione, della facciata. Mentre sono in corso i lavori sul tetto e il restauro pittorico».

I commensali, domenica sera, hanno potuto contribuire deliziandosi con prosciutto di Praga alla brace, antipasti misti di salumi assortiti, vari tipi di torte, tra le diverse portate.

L’iniziativa ha avuto la “benedizione” del parroco, don Pietro Paterlini. «La nostra chiesa è anima, segno di unità per tutto il paese e per tutta la comunità – ha detto don Pietro –. Ringrazio tutti voi che ci date slancio e coraggio nell’andare avanti in questo percorso. Faccio un appello: quattro anni sono stati lunghi. Questa è stata un’occasione unica, direi storica, per riavere la nostra chiesa non solo più sicura, ma anche più funzionale e se lo vorremo, ancora più bella e accogliente. È bello che in tanti abbiano deciso di dare un contributo».