L’estate anomala del Grande fiume Si naviga ancora

Boretto: il livello è superiore di un metro rispetto al 2015 Landini: «I lavori sul fondo garantiscono buone condizioni»

BORETTO. È arrivato agosto, e come in ogni estate che si rispetti anche quest’anno non mancano caldo e siccità. Tutto normale, visto il periodo. Ma al contrario di quanto avvenuto negli ultimi anni, sul tratto reggiano il fiume Po non versa in condizioni critiche, mantenendosi su livelli più che accettabili per la stagione.

È piuttosto inusuale infatti, di questi tempi, sentire al lido borettesi i motoscafi che sfrecciano per le prove e vedere che l’acqua ha coperto le lingue di sabbia che si è abituati a vedere d’estate. Ieri, l’idrometro borettese segnava 2.43 metri sotto lo zero (con una portata di circa 700 metri cubi al secondo), una quota superiore di circa un metro rispetto a quella dell’estate scorsa nello stesso periodo e, soprattutto, superiore anche a quella misurata intorno alla fine del 2015.

Quello dei mesi scorsi è stato infatti uno degli inverni più anomali degli ultimi anni, durante il quale la scarsità di precipitazioni ha portato il Po a vivere una “magra” inusuale, arrivando a far soffrire fauna e agricoltura. Alla fine di dicembre, l’idrometro segnava circa -2.85 metri, con una portata bassa, intorno ai 500 metri cubi al secondo. Oggi la situazione, grazie anche ai recenti lavori di movimentazione davanti ai pontili, non è nemmeno paragonabile a quella di un anno fa, come spiega Giuliano Landini, comandante della motonave “Stradivari” e grande conoscitore dei segreti del fiume.

«Il picco minimo – afferma Landini – era stato raggiunto tra giugno e luglio, con un livello di circa 3.50 metri sotto lo zero idrometrico, una quota comunque superiore di mezzo metro rispetto all'anno scorso. In queste ultime settimane il livello ha stazionato tra i -2 e i -2.50, grazie anche alle precipitazioni avvenute in Piemonte e Lombardia, delle quali abbiamo beneficiato. I lavori sono stati determinanti, in quanto hanno garantito una quota idrometrica costante, che ha permesso di tornare a navigare in un periodo dell’anno diventato impossibile». Il secondo lotto di questi interventi - studiato e voluto dall'amministrazione comunale e concordato con le autorità competenti in materia – si è concluso in luglio e ha visto la movimentazione del materiale sabbioso che negli ultimi mesi si era accumulato in prossimità dei pontili d’ormeggio del porto turistico di Boretto, il “Giudecca” e il “San Marco”.

I lavori hanno consentito di movimentare circa 20mila metri cubi di sabbia e sono stati resi possibili grazie al contributo concesso dalla Regione Emilia Romagna, essendo il porto turistico fluviale di Boretto - il più attrezzato e caratteristico dell’intero tratto centrale del fiume Po – riconosciuto quale porto turistico regionale.

Grazie a questi significativi lavori sul fiume, ora il canale navigabile si trova sul fronte Boretto, come nei decenni scorsi.

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