Il percorso per il Cusna afflitto da buche e dissesto

Villa Minozzo: la strada che parte da Monteorsaro non viene sistemata dal 2000 Residenti e operatori della zona: «Perché non viene fatta la manutenzione?»

VILLA MINOZZO. Una strada che avrebbe un fortissimo potenziale turistico, ma che giace in stato di manutenzione assente da ormai troppi anni. Una situazione che ha portato questo percorso ad essere utilizzabile in pratica soltanto a piedi, nonostante raggiunga spiazzi e aree di sosta che sono base di partenza per molte escursioni.

Si tratta della strada che dal Rifugio Monteorsaro sale verso le pendici del Cusna, e arriverebbe poi alla vallata di Ligonchio attraverso il Passo Cisa. La strada fa anche parte del Sentiero Cai 623, ma sarebbe ufficialmente classificata come transitabile con veicoli a motore: nei punti in cui partono i sentieri esclusivamente pedonali, verso i Prati di Sara e la cima del Cusna, ci sono le sbarre che impediscono alle auto di accedere ai tracciati escursionistici, per cui una eventuale sistemazione potrebbe consentire alle persone di arrivare più agevolmente in alcune delle zone più belle del crinale, ma senza aprire nuovi percorsi alle auto.

Fino a qualche anno fa, in molti per arrivare sul Cusna arrivavano con l’auto sino “alla sbarra” (dove ci sarebbe lo spazio per lasciare le auto parcheggiate), cosa che consentiva di rendere l’ascesa meno lunga, ma ora sono pochissimi quelli dotati di mezzi in grado di arrivarci.

La segnalazione della condizione di questa strada forestale, che non viene sistemata dal 2000 (e si tratta di una strada “bianca”, quindi non asfaltata) arriva da alcuni residenti e operatori turistici. «La strada sterrata -ci spiegano - ormai presenta degli avvallamenti e delle buche talmente profonde che nemmeno un fuoristrada in certi punti può affrontarla, ci sono tre chilometri che sono in balia delle intemperie da più di 15 anni e nessuno se ne fa carico, perché non si riesce nemmeno a capire fino in fondo chi sia il titolare di questo tratto, anche se sembra che sia classificata come comunale. Eppure le potenzialità turistiche di questo percorso, se fosse sistemato per essere usato nel periodo estivo, sono grandissime. Per l’inverno potrebbe mantenere il ruolo di tracciato per lo sci di fondo e le ciaspole, senza necessità di spalatura neve». «Quello che vorremmo capire è perché, visto che è classificata come strada, non si fa manutenzione - proseguono - Se si vuole passarla a semplice sentiero lo si dica chiaramente, se si lascia classificata come strada venga sistemata».

Quando ancora esisteva il Parco del Gigante, lungo la strada in alcuni punti particolarmente panoramici erano state anche realizzate delle aree pic nic, ma il tutto appare al momento abbastanza trasandato. Così come anche il parcheggio lungo il tratto che dal paese di Monteorsaro porta verso il rifugio, dove sono abbandonati diversi rifiuti ingombranti.