Reggio Emilia, l'omaggio della città ai caduti delle Reggiane

Ieri pomeriggio la cerimonia nel complesso di via Agosti e viale Ramazzini, tra le autorità e i parenti delle vittime anche Maurizio Landini, segretario Fiom

REGGIO EMILIA. Si è svolta ieri pomeriggio la commemorazione per l’eccidio delle Officine Reggiane del 28 luglio 1943, quando nove persone vennero uccise durante una manifestazione organizzata in fabbrica per chiedere la fine della guerra, nonostante le rigide disposizioni contrarie emanate da Badoglio.

Sia i bersaglieri che le guardie giurate della fabbrica spararono ad altezza uomo, uccidendo otto uomini, Antonio Artioli, Vincenzo Bellocchi, Eugenio Fava, Nello Ferretti, Armando Grisendi, Gino Menozzi, Osvaldo Notari e Angelo Tanzi, e una donna, Domenica Seccho, incinta di otto mesi, che non riuscì a scappare perché rallentata dal suo stato.

La cerimonia nel complesso di via Agosti e viale Ramazzini ha visto la deposizione di due omaggi floreali fra bandiere sindacali e gonfaloni ufficiali, alla presenza di un centinaio di persone, fra cui tanti ex dipendenti delle Reggiane e parenti delle vittime.

Hanno concluso il pomeriggio gli interventi delle autorità nella sala del Tecnopolo. Dopo i saluti del vicesindaco Matteo Sassi, del presidente della Provincia Giammaria Manghi e dei sindacalisti reggiani, ha chiuso il segretario nazionale della Fiom, il reggianissimo Maurizio Landini.