«Avete discriminato i cutresi»

Quattro pagine scritte a mano dal titolo “Prima puntata”, che già di per sé è stato ritenuto intimidatorio dalla Dda. La lettera scritta da Pasquale Brescia è stata recapitata il primo febbraio...

Quattro pagine scritte a mano dal titolo “Prima puntata”, che già di per sé è stato ritenuto intimidatorio dalla Dda. La lettera scritta da Pasquale Brescia è stata recapitata il primo febbraio mentre nel dibattito politico reggiano teneva banco la vicenda della casa di Masone, per la quale le opposizioni chiedevano le dimissioni del sindaco Luca Vecchi (perché la casa è stata comprata da un imprenditore poi coinvolto in Aemilia). «Lei dovrebbe dimettersi in segno di solidarietà verso tutti i discriminati cutresi da parte del suo partito - scriveva Brescia - dei partiti a lei avversi e da parte dei media locali. Una buona parte dei media locali. La criminalizzazione dei cutresi non inizia oggi con sua moglie. Inizia almeno otto anni fa». Nella lettera si faceva riferimento alla famiglia del sindaco e ai parenti della moglie. Brescia diceva poi al sindaco che pur avendo «preso i voti dei cutresi», « ricorderà la volta che è venuto al circolo Insieme zona Canalina», non ha mai fatto «una telefonata o un fax ad un giornale per difendere la comunità cutrese. Lei sa chi c'era a qui circoli, sa quali mani ha stretto? Sa se c'era il sottoscritto, o Paolini, o Muto, o altri imputati del processo Aemilia?».