Cemental, 5 ex sindaci tra i testimoni

Sono Testi, Fantuzzi, Ferrari, Marchi e Iotti. Nanetti contro il comitato pro Ponti: «Guardino negli occhi i familiari»

CORREGGIO. Dopo numerosi rinvii, ieri mattina è entrato nel vivo il processo Cemental. Nel corso dell’udienza, presieduta dal giudice Luca Ramponi, sono stati resi noti i testimoni chiamati dalle parti. E i nomi sono illustri: la difesa ha chiamato l’onorevole del Pd, ed ex sindaco di Correggio, Maino Marchi. Ma non è il solo ex primo cittadino convocato: all’interno della rosa dei 13 testimoni della difesa, spicca anche il nome di Giulio Fantuzzi, che già nei giorni scorsi si era espresso pubblicamente a difesa della famiglia Ponti. Accanto a Fantuzzi e Marchi, altri due ex sindaci: Renzo Testi e Claudio Ferrari. Ma sarà chiamato in aula anche l’ex sindaco Marzio Iotti, pioniere nella battaglia contro la Cemental già negli anni Ottanta da esponente degli “Amici della terra”. A convocarlo la parte civile, rappresentata dall’avvocato Ernesto D’Andrea.

Meno di una decina i testi chiamati dalla procura, rappresentata dal pm Isabella Chiesi. Tra questi i familiari di Luciano Nanetti, ex dipendente morto di mesoteliama; Paolo Montanari, suo collega alla Cemental, a cui è stata diagnosticata l’asbestosi; il dottor Romanelli, dell’Ausl di Reggio Emilia.

«Da parte mia - spiega la parte civile con l’avvocato D’Andrea - ho chiesto invece l’ammissione di tre testimoni. Oltre a Iotti, due persone con familiari che hanno lavorato alla Cemental nello stesso periodo di Nanetti».

La prima udienza non si è fermata all’accoglimento della lista testi. «La procura ha svolto diverse indagini effettuando accertamenti tecnici tramite, ad esempio, l’ufficio igiene dell’Ausl, entrati nel fascicolo dibattimentale. Pertanto c’è stata l’acquisizione di diverse relazioni ispettive e di alcuni verbali di udienze di un altro processo penale in corso» spiega D’Andrea. Si tornerà in aula il 22 dicembre.

Il caso Cemental è scoppiato quattro anni fa quando Andrea Nanetti, consigliere di Forza Italia a Correggio, ha presentato un esposto contro l’ex colosso dopo la morte, a causa di un mesotelioma pleurico, del padre Luciano, ex dipendente Cemental. E proprio Nanetti, ieri, è intervenuto con una nota in cui definisce un «tentativo di influenzare l’opinione pubblica» la presa di posizione del comitato a favore di Ponti, poche settimane fa.

«Perché non tengono un convegno guardando negli occhi i familiari delle vittime? I processi non si influenzano così, i processi si fanno in tribunale – prosegue Nanetti – Per dimostrare la condotta della Cemental basterebbe la famosa foto scattata clandestinamente da Marzio Iotti nel 1987, quando l’amianto era cancerogeno anche ufficialmente, ma nella “fabbrica della morte” veniva polverizzato con una disinvoltura che anche gli abitanti stanno pagando. Tanti medici avvisarono, tra cui l’allora direttore del Centro Oncologia di Bologna Cesare Maltoni che dai primi anni Sessanta dimostrò e divulgò l’estrema pericolosità dell’amianto. Maltoni nel 1974 tenne un convegno pubblico alla festa dell’Unità a Reggio. Secondo un testimone oculare erano presenti anche i fratelli Ponti, eppure loro... continuavano a “non sapere”» conclude.